Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

I soldi della droga per le famiglie dei detenuti: parlano i "libri mastri" di Schillaci

Lorenzo Schillaci imponeva la fornitura di droga agli spacciatori di San Giovanni Galermo per conto del clan Nizza e dirimeva i contrasti interni ai gruppi. Per festeggiare il Capodanno del 2018 non ha esitato a sparare colpi di kalashnikov in strada, vicino a clienti in coda e ad un bambino

Le tante operazioni antidroga eseguite nel quartiere di San Giovanni Galermo dalle forze dell'ordine, non sono bastate a debellare la piaga dello spaccio che assicurava alle casse dei Santapaola-Ercolano proventi giornalieri stimati in circa 120 mila euro, grazie al "lavoro sporco" del clan Nizza. Dodici erano le piazze attive, alimentate da un sistema più che collaudato. La cocaina, sempre più richiesta, era acquistata da grossisti calabresi e campani ad un prezzo base di 40mila euro al chilo, per essere poi rivenduta a 60 mila. Veniva poi custodita in abitazioni private e poi portata in mani sicure dai galoppini. Parliamo di depositi difficili da individuare tra gli interminabili palazzoni a schiera delle vie Capo Passero, Egadi, Ustica e Pantelleria, in cui ogni angolo è sorvegliato da occhi attenti e telecamere.

La gestione delle piazze di spaccio

"Tanti cittadini onesti che abitano in questo quartiere- spega il tenente colonnello Piercamine Sica, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catania - sono costretti a convivere con attività illecite. Mai accettate, ma subite, con grandi disagi nella vita quotidiana. Alcuni condomini non potevano neanche entrare con la spesa a casa propria in determinate circostanze, perché i pusher chiudevano letteralmente a chiave i palazzi durante le operazioni di polizia, impedendo così l’accesso all’interno a chiunque per cautelarsi. Le piazze di spaccio azzerate con questa operazione erano organizzate per turni in fasce orarie ricoprenti le 24 ore. Tramite Lorenzo Michele Schillaci, i gruppi di spacciatori dovevano rendere conto alla famiglia Nizza dell’acquisto della droga". Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza
Si tratta di un personaggio di notevole caratura criminale, già condannato per associazione mafiosa. Oltre ad imporre in modo esclusivo e continuativo la fornitura della droga per conto del gruppo Nizza, Schillaci dirimeva i contrasti interni ai gruppi, forte anche della disponibilità di armi. Lo si vede chiaramente fare sfoggio di un kalashnikov in una registrazione effettuata nel Capodanno del 2018. Per festeggiare l'arrivo del nuovo anno, tra i clienti in coda ed alla presenza di un bambino, ha esploso in aria diversi colpi di fucile in strada. Queste armi non erano nella disponibilità esclusiva di un singolo individio, ma venivano utilizzate dai vari gruppi
per mettere a segno delle spedizioni punitive in motorino, contro i rivali che avevano compiuto qualche sgarro. Come ad esempio spacciare oltre l'orario consentito o sconfinare di qualche metro.

I "libri mastri" sequestrati in casa di Schillaci

In casa di Schillaci l'8 novembre 2019 avvenne una perquisizione per la ricerca di armi. Furno sequestrati anche 60 mila euro, ritenuti parte dei proventi dell'attività di spaccio delle piazze che gestiva. Inoltre, sono stati trovati dei libri mastri con annotazioni importantissime per gli investigatori che hanno compiuto le indagini dell'operazione Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza
"Skanderbeg", culminata con 101 ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina. Schillaci annotava con scrupolo le cifre degli "stipendi dei detenuti": ben 43 persone in carcere erano mantenute, insieme alle loro famiglie,  grazie ai proventi della droga e ricevevano in media mille euro al mese per il loro sostentamento. C'erano poi l'elenco delle estorsioni ed una "carta delle piazze di spaccio", con dettagli fondamentali circa l'organizzazione dei turni e delle modalità di vendita.

Intere famiglie coinvolte nello spaccio

Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza
Le indagini sono state condotte dai carabinieri dall’ottobre 2018 al maggio 2019, con intercettazioni ambientali e video, ed è stato fondamentale l'utilizzo delle dichiarazioni di due recenti collaboratori di giustizia: Dario Caruana e Silvio Corra. Quest' ultimo, in particolare, è l'uomo che ha sostituito Schillaci come responsabile del clan Nizza, fornendo agli inquirenti un contributo decisivo per la ricostruzione delle dinamiche mafiose. Tra gli arrestati ci sono anche delle donne, che "lavoravano" insieme ai mariti. "In diversi casi - spiega il procuratore Carmelo Zuccaro - abbiamo ritenuto opportuno informare dei fatti il tribunale dei minori, perchè entrambi i genitori di alcuni giovani sono stati raggiunti da provvedimenti restrittivi. E' giusto evidenziare come l'azione repressiva delle forze dell'ordine non sia risolutiva, in questo contesto, delle varie problematiche sociali connesse anche allo spaccio. Senza un'alternativa concreta, fornita dalle istituzioni ai cittadini, la criminalità tornerà a far valere i propri interessi in questo territorio".


 

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