Sparatoria a Monte Po, fermato l'autore del tentato omicidio

Gli investigatori hanno impiegato diversi giorni per rintracciare l'autore del tentato omicidio, identificato in P.D., cl. 1994, incensurato, abitante nel quartiere Nesima. Si tratta di un commerciante di frutta della zona

La sera del 24 agosto 2013, alle ore 21.30 circa, Concetto Ventimiglia è giunto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Garibaldi perchè colpito al collo da un colpo di pistola. Le sue condizioni sono apparse immediatamente serie, ma non disperate, alla luce del fatto che il proiettile, pur sfiorando la colonna vertebrale, non aveva arrecato danni gravissimi. L'uomo è stato, infatti, dimesso pochi giorni dopo. 

I primi esiti info-investigativi dei carabinieri di Fontanarossa hanno consentito di accertare che il fatto era avvenuto in Piazza Santa Maria Luisa di Gesù (detta Piazza Mercato) del quartiere Monte Po, e precisamente nei pressi del chiosco di bevande dove Ventimiglia (detto “Lupin”, già noto alle forze di Polizia in quanto pregiudicato per reati contro il patrimonio) era stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un soggetto ignoto, sopraggiunto a bordo di un furgone di colore chiaro, il quale aveva sparato alla vittima dopo una breve discussione per poi darsi alla fuga. 

Stante la scarsa collaborazione di coloro che avevano potuto assistere al fatto, che nella circostanza hanno fornito versioni assai lacunose, i militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Catania guidata dal Procuratore Giovanni Salvi, hanno battuto ogni pista investigativa possibile, non trascurando l’unico, decisivo particolare fornito dai testimoni, ovvero l’utilizzo da parte del responsabile di un furgone di colore chiaro che, in relazione alle dichiarazioni fornite, si è pensato potesse appartenere a qualche commerciante della zona.

Quest’ultima ipotesi è stata pressoché immediatamente avvalorata dal fatto che un rivenditore di frutta, il cui punto vendita si trova non molto distante dal teatro dei fatti, non ha più riaperto l’esercizio commerciale dal giorno successivo al tentato omicidio rendendosi tra l’altro irreperibile senza motivazioni apparentemente plausibili. 

Gli investigatori hanno impiegato diversi giorni per rintracciare l'autore del tentato omicidio, identificato in P.D., cl. 1994, incensurato, abitante nel quartiere Nesima, il quale solo nella giornata di ieri e grazie ad approfondite ricerche è stato rintracciato e condotto in caserma. Qui, solo a seguito di un lungo interrogatorio durato più di sette ore, P.D. ha ammesso di avere esploso il colpo di pistola in preda ad uno stato d’ira scaturito da un’affermazione offensiva che Ventimiglia aveva rivolto al padre, deceduto a luglio in un incidente d’auto.

Tali dichiarazioni anche alla luce dei gravi indizi di reità raccolti e del comportamento tenuto dal P.D. nei giorni successivi al fatto, nei quali si è sottratto alle indagini mediante una spontanea irreperibilità, hanno indotto la Procura della Repubblica ad emettere immediatamente un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti del 19enne che è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Fontanarossa. 

Sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad individuare l’arma utilizzata nonché a chiarire l’esatto movente del gesto, verosimilmente connesso al recente furto con “cavallo di ritorno” di un’autovettura di proprietà del defunto padre del P.D..

L’arrestato è stato recluso nella casa circondariale di Catania Piazza Lanza, con l’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, in attesa dell’interrogatorio di convalida del GIP previsto nei prossimi giorni.

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