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Teatro e integrazione, in scena "Cola e il mare ristretto" nel carcere minorile di Acireale

Il teatro è entrato nel carcere minorile di Acireale con un laboratorio curato da Cooperativa Prospettiva onlus per favorire l'integrazione tra ragazzi stranieri e italiani

Cartoline agli spettatori. Milazzo, Tripoli, Catania, Costanza, Dakar, Marrakech, Messina, Filicudi. Direttamente da casa, dai luoghi del cuore, con dediche alla mamma, alla fidanzata, agli amici lontani. Con frasi tratte dalle canzoni del cantante preferito. Parole che cercano spazio oltre le sbarre. Ricordi e speranze consegnati agli spettatori prima che il sipario si apra per "Cola e il mare ristretto", lo spettacolo finale del progetto teatrale realizzato da Cooperativa Prospettiva onlus nel carcere minorile di Acireale e guidato da Marco Pisano e Abdellah Jourairi.

"Si tratta di un progetto nato per integrare giovani detenuti italiani e stranieri, per avvicinarli tra loro - ci dice l'educatore Marco Pisano - per questo motivo abbiamo scelto una storia tradizionale del Mediterraneo, cercando di intrecciare il vissuto dei ragazzi e permettergli di tirare fuori ed affrontare paure, dubbi e speranze attraverso un personaggio senza tempo".

Come un eroe moderno il Colapesce messo in scena dai detenuti dell'istituto penitenziario minorile di Acireale e diretto da Marco Pisano è un giovane che deve sostenere la famiglia da quando il padre non c'è più. E' forte come un pesce, capace di rimanere sott'acqua per ore, ma è fragile come ogni ragazzo che non trova la sua strada e viene tentato da un boss che gli promette soldi e ricchezze "facili".

"Chell c'amm vist rest arint ma nu po' turnà. T puo' piglià o' rolex, o tiemp nun to' può accattà E può spezza' e lancett, ma l'attimo no puo' ferma'  Chell c'amm vist simm guaglioni senza chances", ricorda il brano di Rocco Hunt a Colapesce che ha scoperto che ad essere in pericolo non è solo la sua vita, ma quella della Sicilia intera.

"Esiste sempre un'alternativa, Cola! Vuoi davvero diventare schiavo dei soldi e della malavita? Ricordati che sei tu a decidere cosa fare della tua vita. E sappi che se la colonna crolla non ci sarà più futuro per nessuno: nè per te, nè per la mamma, nè per l'isola. Il mare si prenderà tutto!" ricorda il padre a Cola in un sogno.

E allora Cola sceglie chi essere e da che parte stare, si tuffa in mare per salvare la sua terra, ma immagina di tornare. E tornare significa casa. Una casa grande, di legno, in campagna, lontana dal traffico, calda d'inverno e fresca d'estate. "Basta che si vedano le stelle". "Basta che ci sia una finestra, anche una sola. Basta che si veda il mare...".

"Siamo felici di aver accolto questo progetto - afferma la direttrice dell'istituto penitenziario Carmela Di Leo - è il risultato finale è davvero ammirevole. L'obiettivo è stato raggiunto, integrare ragazzi stranieri con giovani italiani e siciliani. Hanno lavorato insieme, riflettuto sulle proprie origini, in qualche modo comuni e hanno tirato fuori uno spettacolo che racconta una storia senza tempo, ma che gli appartiene".

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