Lavoro, la StM investirà 270 milioni di dollari nello stabilimento etneo

Secondo i sindacalisti "non è accettabile che a fronte del previsto aumento dei volumi produttivi, non si voglia pensare a un relativo incremento dell'organico perché i lavoratori dovrebbero far fronte a un carico di lavoro eccessivo"

Nel corso di un incontro con le rsu di Catania e di Agrate Brianza, St Microelectronics ha annunciato che investirà 270 milioni di dollari per lo stabilimento siciliano e altri 270 per la fabbrica lombarda, per il triennio 2014-2016.

“Si tratterebbe di una buona notizia, che recepisce alcune delle richieste avanzate da lavoratori e sindacati, ma l’azienda non sembra intenzionata a dare applicazione all’accordo sul 21esimo turno firmato nel marzo del 2011 per il sito catanese, che prevede 150 nuove assunzioni”, afferma il vice segretario provinciale dell’Ugl metalmeccanici di Catania, e Rsu di Stm Angelo Mazzeo.

Secondo i sindacalisti “non è accettabile che a fronte del previsto aumento dei volumi produttivi, non si voglia pensare a un relativo incremento dell’organico perché i lavoratori dovrebbero far fronte a un carico di lavoro eccessivo, né è accettabile che gli accordi vengano rispettati solo in parte”.

Con il nuovo investimento lo stabilimento di Catania sarà interessato da una riconversione che prevede il passaggio dai 6 agli 8 pollici, marcando un miglioramento in termini di innovazione.

“Tuttavia – concludono i sindacalisti – più volte in passato Stm aveva annunciato di voler dedicare il sito siciliano alla produzione dei 12 pollici, intenzione anche questa che non ha avuto riscontri concreti. Per quanto ci riguarda - prosegue -vigileremo attentamente sull’andamento degli investimenti, e faremo il possibile per far sì che venga rispettata un’intesa che prevede impegni precisi. Il territorio catanese è da tempo in sofferenza dal punto di vista occupazionale, economico e sociale ed è quanto mai urgente assumere un atteggiamento responsabile”.

Il sito di Catania è fra i principali della Stm per attività di produzione e di ricerca. Conta quasi 4000 dipendenti di cui il 97 per cento laureato o diplomato, mentre il 30 per cento è impegnato in attività di ricerca e sviluppo e il 50 per cento in attività di produzione. Lo stabilimento etneo è punto di riferimento mondiale per lo sviluppo di tecnologie per dispositivi discreti e potenza intelligente.

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