Calcio Catania e comune di Mascalucia in tribunale per lo stadio di Massannunziata

A monte della vicenda vi è il mancato rispristino dell'impianto di Massannunziata, "Turi Guglielmino", usato per anni dalla società sportiva per le proprie attività sportive, oggi ammalorato e vandalizzato

E' arrivato in tribunale il contenzioso tra il comune di Mascalucia e la società calcio Catania spa. A monte della vicenda vi è il mancato rispristino dell’impianto di Massannunziata “Turi Guglielmino”, usato per anni dalla società sportiva per le proprie attività sportive, oggi ammalorato e vandalizzato. Presso il tribunale di Catania avrà luogo la prima trattazione dell’udienza che vede contrapposti l’Ente e la società etnea.

"Siamo profondamente amareggiati che si sia giunti a questa conclusione, per oltre un anno ci siamo impegnati per trovare soluzioni che poi abbiamo visto sfumare", commenta il sindaco Giovanni Leonardi che ha verificato lo stato della struttura, seguito il lavoro dei tecnici e cercato di risolvere in ogni modo possibile la faccenda.

La vicenda del campo “Turi Guglielmino” ha inizio nel luglio del 2005 quando il comune concede “per le proprie finalità sportive e sociali alla società Calcio Catania l’impianto sportivo di Massannunziata”, prevedendo però la possibilità per l’amministrazione comunale di utilizzare gratuitamente la struttura. Cosa mai accaduta poiché l’impianto è stato detenuto in via esclusiva dalla società. Un rapporto proseguito sino al 2012 quando la società ha comunicato la restituzione dell’impianto, decisione ravvisabile con la realizzazione del centro sportivo “Torre del Grifo”.

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La società però ha continuato a possedere e utilizzare il campo sino al 2013, quando è stata rilasciata effettivamente la struttura. L’amministrazione ha attivato la tutela giurisdizionale chiedendo un accertamento tecnico preventivo. Dopo quest’atto sono riprese le trattative al fine di risolvere la vicenda, tanto che nel periodo estivo del 2014 la società Calcio Catania ha ripulito il campo dalle sterpaglie. Poi altri incontri e tentativi di accordi mai concretizzati che hanno fatto sì di avviare l’ennesimo tentativo dell’amministrazione, quello della negoziazione assistita, nell’agosto dello scorso anno. L’iter stragiudiziale non è stato però condiviso dalla società la quale ha rifiutato di ripristinare le opere, respingendo ogni altro addebito.

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