Stato di agitazione per carenza del personale nel Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela

Una nota inviata al Commissario Straordinario dell’Asp 2 Caltanissetta Virgilio per porre l’attenzione sulle drammatiche carenze numeriche del personale infermieristico, tecnico, amministrativo, ausiliario e medico in servizio nel Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

 Una nota inviata al Commissario Straordinario dell’Asp 2 Caltanissetta Virgilio per porre l’attenzione sulle drammatiche carenze numeriche del personale infermieristico, tecnico, amministrativo, ausiliario e medico in servizio nel Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela.

“Questa direzione, da quando si è insediata - spiega il segretario territoriale FSI Caltanissetta Salvatore Ballacchino  - continua a dimostrare una certa indifferenza e reticenza  sulla tematica in oggetto. La nostra segreteria territoriale più volte ha cercato un confronto sulle problematiche legate alla logistica strutturale del presidio e sulla difficoltà del personale a continuare a svolgere il proprio servizio in un ambiente lavorativo, che negli ultimi mesi ha avuto una netta e costante involuzione che preoccupa lavoratori e utenza. Questa organizzazione sindacale ritiene palesemente errata l’idea di legare il bene salute all’unica e sola mission 'tagliare e non fare' allo scopo di far quadrare i conti e/o al solo  rispetto della legge 'Balduzzi' di turno".

Sulla questione interviene anche Calogero Coniglio, coordinatore regionale CNI-FSI e delegato regionale FSI:  “Questo territorio ha bisogno di salute, di certezze e di operatori degni di tutelarla e di occuparsene, senza tralasciare i presidi ospedalieri di S.Cataldo, Mussomeli, Mazzarino, Niscemi e il P.O. S.Elia di Caltanissetta dove sono state presentate tre denunce in soli 2 giorni a carico del personale del pronto soccorso come evidenziato dalla stampa una settimana fa. Il presidio ospedaliero di Gela merita un giusto riconoscimento, per l’importanza che riveste nel nostro territorio,  per la numerosa utenza che  ne richiede i servizi e per gli operatori che con innegabile abnegazione  ne prestano servizio”.

Questa la situazione nel Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela: unità operative come l’Otorinolaringoiatria e l’Urologia sono state ridotte a poco più di servizi ambulatoriali,  personale e letti ammassati, posizionati in un unico locale con conseguenze inaccettabili, (caos, mancanza di privacy per i pazienti, mancanza  di” sicurezza” e poco ” buon senso”).

L’Ortopedia, una volta fiore all’occhiello di questo presidio, da 32 posti letto ha subito una diminuzione del 60%: oggi  i posti letto sono 14. Inoltre, il reparto è gestito dai pochi medici rimasti (4 compreso il Direttore di struttura). E’ stato trasferito dal quarto piano al secondo, con il conseguente peggioramento della qualità alberghiera visto che vengono utilizzati 1/3 degli spazi destinati nel recente passato (4 posti letto per ogni sala, priva di doccia e di confort capaci di rendere attrattiva la struttura), personale Infermieristico (10) e ausiliario (2) ridotto per aspettativa o quiescenza senza l’opportuna sostituzione.

Stesso destino per la Chirurgia Generale, posti letto ridotti da 24 a 16 e riduzione del personale Infermieristico e medico per quiescenza, trasferito o in aspettativa senza l’opportuna sostituzione. Logistica fatiscente (assenza di campanelli per chiamata e pazienti ubicati a distanza proibitiva dalla sala Infermieri) che rende insicura la sorveglianza dei pazienti ricoverati con conseguente aumento esponenziale delle richieste di assicurazione per i rischi Professionali da parte dei professionisti esposti.

L’U. O. di Ostetricia, considerato punto nascita di riferimento per la provincia di Caltanissetta, vive la perenne carenza di personale Infermieristico: solo 10 infermiere senza un Coordinatore di ruolo, dedicate all’assistenza in  corsia (20 posti letto) e contemporaneamente (due per turno)  adibite all’ambulatorio diagnostico esterno (visite, ecografie, isteroscopie,  prestazioni in art. 1 e D. H.) per assistere più di 20 utenti al giorno. Nella stessa U. O. , in Sala Parto non sono state previste figure Infermieristiche e una delle due Infermiere in servizio presso la Corsia (quando non è impegnata con i servizi ambulatoriali) è costretta a trasferirsi in sala parto per assistere le partorienti, lasciando il carico di lavoro ad una sola Infermiera.

Presso l’U. O. di MCAU il personale non è numericamente in condizione di sopperire alle richieste fatte dall’utenza. Infermieri, medici e ausiliari sono sottoposti quotidianamente a carichi di lavoro aberranti, vista l’esiguità dell’organico con il quale si cerca di gestire al meglio i diversi servizi: Triage, accoglienza, n. 3 Sale visita,  2 sale di Astanteria. Per non parlare dell’apparato Amministrativo e del personale ad esso dedicato.

Il personale Ausiliario, sempre meno presente nelle corsie, viene sistematicamente sostituito dagli infermieri in servizio i quali per non fare venire meno la qualità assistenziale all’utenza ricoverata, vengono sottoposti a un  continuo demansionamento.

 “Durante la scorsa stagione estiva, circa 50 Infermieri del presidio in questione - conclude Salvatore Ballacchino - hanno partecipato al progetto “Continuità assistenziale estate 2013”. Con spirito di sacrificio degli stessi e delle loro famiglie si sono sottoposti a turni massacranti per permettere al personale in servizio nei tre dipartimenti di poter fruire delle ferie estive, progetto andato a buon fine con la soddisfazione dell’utenza che non ha risentito della carenza di personale nel periodo estivo e della Direzione che con un minimo impegno economico è riuscita a mandare il personale in ferie senza essere gravata da istanze giudiziarie (come già avvenuto in passato) dal personale dipendente, ad oggi, nonostante i diversi incontri  richiesti dalla scrivente e le rassicurazioni ricevuti sul dovuto ai Dipendenti, gli stessi non hanno ancora ricevuto il giusto compenso pattuito”.

Coniglio conclude: “Per quanto descritto sopra e per quello che sta succedendo in tutti gli altri Presidi Ospedalieri della provincia di Caltanissetta, la scrivente Organizzazione Sindacale, sindacato maggiormente rappresentato per numero di iscritti all’interno del Presidio Ospedaliero “Vitt. Emanuele” di Gela, sentiti i lavoratori e stanca delle inadempienze fin qui riscontrate da parte dell’ Ente a seguito di nostre precedenti sollecitazioni e considerato lo stato di profondo disaccordo con le iniziative gestionali della vostra Direzione, proclama fin da adesso lo stato di agitazione e si riserva di adire ad ogni forma di lotta sindacale nel rispetto delle regole e norme vigenti”.

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