Controlli contro il commercio di avorio, sequestrate 14 statuette

Si registra tuttora un commercio abusivo molto cospicuo di avorio, la cui provenienza è strettamente connessa con l’azione di bracconaggio a danno degli elefanti

Alcune delle statuette sequestrate

La procura della Repubblica di Catania ha convalidato il sequestro di alcuni oggetti in avorio operato dai militari del nucleo carabinieri cites del centro anticrimine natura presso un esercizio commerciale del capoluogo etneo. Si sono recati presso un negozio di vendita di mobili ed oggetti di antiquariato per verificare il rispetto della normativa relativa alla messa in vendita di oggetti realizzati con parti derivanti da specie incluse nella convenzione di Washington.

All’interno del negozio è stata notata una vetrina con diversi oggetti che apparivano essere costituiti da avorio. Il regolamento comunitario consente una deroga alla commercializzazione dei prodotti di cui è normalmente prescritto il possesso di un apposito certificato cites, a condizione che siano lavorati e acquisiti da oltre 50 anni prima dell’entrata in vigore del regolamento, quindi prima del 1947. La documentazione richiesta ed esaminata ha permesso di stabilire una data conforme alla legge per alcuni dei manufatti controllati, che pertanto risultavano quindi lecitamente posti in vendita,mentre per 14 di essi il titolare non era in grado di esibibire certificati o la prova della loro lavorazione e acquisizione.

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E' scattato quindi il sequestro. Si tratta di statuine in avorio di dimensioni che variano da 13 a 30,5 centimetri raffiguranti divinità, animali e uomini o donne dell’oriente. In Europa si registra tuttora un commercio abusivo molto cospicuo di avorio, la cui provenienza è strettamente connessa con l’azione di bracconaggio ai danni degli elefanti, specie a forte rischio di estinzione, in particolare l’elefante africano originario della fascia sub-sahariana che si stima comprenda una popolazione di circa 350 mila esemplari, insidiata purtroppo dai bracconieri che portano alla morte fino a 30 mila elefanti l’anno con conseguente grave rischio di estinzione della specie. La destinazione massiccia dell’oro bianco è diretta particolarmente verso i Paesi dell’Asia orientale. E’ ammesso solamente il commercio dell’avorio antico, in quanto l’abbattimento degli elefanti è impedito dalla convenzione di Washington del 1973. Le leggi consentono senza restrizione il commercio dell’avorio ricavato e lavorato prima del 1947.

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