Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Storia catanese: San Nicolò La Rena ed il fascino dell'incompiuto

Da cosa deriva il suo nome? "La Rena" è il rimando alla fine sabbia vulcanica di Nicolosi. In quel luogo fu edificato il primo monastero dei monaci Benedettini che, non ha caso, ha un nome identico a quello della chiesa

La chiesa di San Nicolò La Rena ha sicuramente un fascino particolare, che deriva dalla sua incompiutezza. Si tratta di uno degli edificio religiosi più grandi dell'isola e sotto le sue spoglie si nasconde un tempio rinascimentale, inglobato nella costruzione già prima della drammatica eruzione del 1669. 

Da cosa deriva il suo nome? "La Rena" è il rimando alla fine sabbia vulcanica di Nicolosi. In quel luogo fu edificato il primo monastero dei monaci Benedettini (dal 2005 sede del parco dell'Etna) che non ha caso ha un nome identico a quello della chiesa, affidata inizialmente alla congregazione religiosa. Il cui protettore è San Nicola di Bari.

Ed ecco una breve storia dell'edificio. Dopo l'eruzione del 1669, che distrusse Catania, la chiesa fu ricostruita su progetto dell'architetto romano Giovanni Battista Contini, che si ispirò alla basilica romana di San Pietro. Il cantiere si fermò per 30 anni dopo un nuovo sisma (1693) e solo 100 anni dopo, nel 1780, Stefano Ittar riuscì a portare a compimento la costruzione della grande cupola che caratterizza la chiesa.

L'eterna incompiuta. Il progetto per la costruzione dell'edificio venne cambiato per ben 5 volte e nel frattempo, come nella migliore delle tradizioni siciliane, nacquero anche problemi di natura economica. Nel 1797 si aprì un contenzioso tra i monaci e l'impresa che forniva la pietra calcarea necessaria al completamento della facciata. Che difatti rimase incompiuta. La chiesa di San Nicolò fu poi sconsacrata, confiscata dal governo nel 1866 e poi riconsacrata  per tornare ai Benedettini un secolo dopo, nel 1989! La cupola era stata oggetto di restauro, conclusosi nel 2012. Per rimuovere le erbacce dalla facciata, data la penuria di fondi del comune, è stato necessario l'intervento gratuito del Club Alpino Italiano.

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