Strage immigrati. Conferenza stampa, Salvi: "Valuteremo recupero relitto"

"Le priorità sono le operazioni di soccorso e il tentativo di recuperare i naufraghi". Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, che ha fatto il punto sulle indagini avviate in seguito all'ennesimo naufragio nel Mediterraneo

"Le priorità sono le operazioni di soccorso e il tentativo di recuperare i naufraghi". Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, che ha fatto il punto sulle indagini avviate in seguito all'ennesimo naufragio nel Mediterraneo.

"La raccolta delle informazioni, da parte del gruppo Sco della Polizia e della Squadra mobile di Catania, è iniziata sulla nave della Guardia costiera ferma a Malta - ha aggiunto il magistrato -. Sono 27 i sopravvissuti che saranno sentiti dalla polizia, oltre ad un cittadino bengalese ricoverato nell'ospedale catanese. Le prime dichiarazioni dei superstiti sono al vaglio degli inquirenti. Le informazioni più significative riguardano le modalità del viaggio: i migranti erano stipati nel peschereccio di 13 metri diviso in tre livelli. Alcune centinaia di migranti erano nella stiva, dove sono stati chiusi. Un altro centinaio al secondo livello e in coperta e nella parte superiore gli altri migranti".

"La cifra dei 950 migranti a bordo - ha puntualizzato Salvi (VIDEO)- è da prendere con estrema cautela così come quella dei 700 raccolta dalla Guardia costiera. Se queste informazioni verranno verificate, riscontrando che molti dei migranti erano chiusi nella stiva, si spiega il fatto che siano state recuperate cosi' poche persone tra superstiti e vittime".

La procura di Catania sta indagando anche "sull'individuazione delle cause del naufragio" a largo della Libia e valutando anche "la posizione della nave mercantile che ha prestato i soccorsi", ha dichiarato il procuratore Giovanni Salvi sottolineando però che al momento "non ci sono ipotesi di responsabilità ne' indagati".

"Non è ancora possibile immaginare il recupero del relitto in fondo al mare. Sappiamo che si trova a 73 miglia dalla Libia. Valuteremo più avanti, qualora le condizioni del mare saranno adeguate e se necessario al fine investigativo, se tentarne il recupero anche per accertare la presenza all'interno del peschereccio di uomini e donne morte". 

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