Strage migranti, Gip convalida i fermi degli scafisti e dispone carcere

"Il gip ha convalidato il fermo e disposto la carcerazione - ha spiegato alla stampa il procuratore di Catania Giovanni Salvi - riconoscendo il ruolo dei due soggetti come capitano e membro dell'equipaggio".

Il gip di Catania Rosa Alba Recupido ha convalidato i fermi dei due presunti scafisti del barcone naufragato al largo della Libia. Disposta la custodia cautelare in carcere. Accolte, dunque, le richieste della procura diretta da Giovanni Salvi. Prosegue intanto l'incidente probatorio.

"Il gip ha convalidato il fermo e disposto la carcerazione - ha spiegato alla stampa il procuratore di Catania Giovanni Salvi - riconoscendo il ruolo dei due soggetti come capitano e membro dell'equipaggio". Il capitano "ha determinato - ha aggiunto - con manovre errate l'affondamento del barcone enormemente sovraccarico. Nessuna responsabilita' - ha ribadito - a carico del capitano della nave portoghese che ha collaborato molte ore per il recupero dei naufraghi".

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L'incidente probatorio è ancora in corso, ha affermato Salvi, "sono più complessi di quanto immaginavamo. E' stato fatto un dettagliato racconto dell'intero viaggio dalla partenza al naufragio. I migranti sono stati tenuti a lungo rinchiusi prima di essere imbarcati e sottoposti a episodi di violenza per mantenere l'ordine e per farli entrare in stiva".

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Il presunto capitano del peschereccio, il tunisino 27enne Mohammed Ali' Malek, risponde di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo, sequestro di persona, aggravato dalla presenza di minori, e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'aiutante del comandante, Mahmud Bikhit, siriano di 25 anni, risponde solo di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Quest'ultimo nei giorni scorsi ha accusato il tunisino che ha respinto ogni responsabilità.

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