Strisce blu, Confcommercio: occorre agevolare l’accesso in città

I consiglieri comunali aderenti al gruppo "Intesa per Catania" hanno posto questioni di legittimità sulle strisce blu che, per come collocate, non rispettano il codice della strada. Confcommercio Catania è d'accordo

Nelle ultime settimane alcuni esponenti del Consiglio Comunale di Catania hanno messo in dubbio la  legittimità degli atti connessi all’istituzione delle strisce blu chiedendo, in particolare, che si riparta da zero e si definisca con urgenza il piano urbano del traffico. Soluzione che fa storcere il naso agli esponenti dell’Associazione dei Commercianti di Catania che, sulla  questione della mobilità e della sosta, sono stati sempre molto attenti ed interessati per gli effetti derivanti sul commercio al dettaglio.

“Vi è un binomio inscindibile tra viabilità e commercio – afferma Giovanni Saguto, Presidente di Confcommercio Città di Catania – ragion per cui riteniamo che certe affermazioni e certe soluzioni devono essere valutate per gli effetti che possono avere sul comparto trainante della Città, il commercio. Ciò anche alla luce delle sfide che i commercianti affrontano ogni giorno, specie quelle connesse ad una congiuntura economica fortemente negativa ed alla concorrenza dei centri commerciali, sempre facilmente raggiungibili e presenti sul territorio in una percentuale che pone la nostra provincia ai primi posti europei”.

I consiglieri comunali aderenti al gruppo “Intesa per Catania” hanno posto questioni di legittimità collegate anche al fatto che le strisce blu, per come collocate, non rispettano il codice della strada e, pertanto, chiedono che siano rimosse tali criticità e che la questione delle strisce blu sia definita nell’ambito del piano urbano del traffico.

“Concordo sul fatto che la questione delle strisce blu – afferma Francesco Sorbello funzionario Confcommercio Catania –  debba essere oggetto di una rivisitazione. Ma dobbiamo e possiamo svincolare questo tema da quello del piano urbano del traffico, strumento quest’ultimo che ha dei tempi di approvazione lunghissimi. Verosimilmente il piano non sarà neanche portato all’esame dell’attuale Consiglio Comunale e se ne parlerà durante la prossima legislatura. Insomma passeranno anni.  Invece i parcheggi a pagamento sono una risorsa per la vivibilità della Città e per le attività economiche. Piuttosto bisogna evitare la sosta passiva in  alcune strade ad alta densità commerciale. Avevamo proposto all’ex assessore alla mobilità Pasqua, e reiteriamo la richiesta la neo assessore, di inibire, a titolo sperimentale per sei mesi, l’utilizzo del biglietto da mezza giornata in alcune strade o parti di esse, proprio per migliorare la capacità di sosta e per costringere, quanti costretti a parcheggiare l’auto per mezza giornata, ad esempio i  dipendenti di enti pubblici e privati e delle attività commerciali, compresi i titolari, a scegliere i parcheggi periferici e venire  in centro con il mezzo pubblico. Faremo in modo di incontrare al più presto l’assessore per ribadire questi principi.”.

Per Confcommercio, insomma, occorre agevolare l’accesso in Città ai fruitori dei servizi direzionali e commerciali proprio per ridare competitività al sistema commerciale, anima storica di Catania.

 

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