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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Suolo pubblico legato al pagamento della Tari, scatta la protesta dei commercianti

I rappresentanti di Mio Italia e Cna avevano già chiesto un intervento del Comune e sono stati ascoltati dalla sesta e dalla decima commissione consiliare: "Non riusciamo a pagare i dipendenti e le restrizioni hanno fatto crollare gli incassi"

A Catania vige un regolamento che lega la concessione del suolo pubblico per i pubblici esercizi alla regolarità del pagamento della Tari negli ultimi cinque anni. Per molti imprenditori ciò si è tramutato in una mannaia: chi aveva delle spettanze da ripianare non ha potuto vedere la concessione che permette di piazzare tavoli e sedie all'esterno. A sollevare il problema erano state le associazioni di categoria Mio Italia e Cna chiedendo un intervento dell'amministrazione per prorogare la concessione del suolo pubblico in attesa di tempi migliori.

Ieri mattina gli esponenti delle associazioni sono stati ascoltati nel corso di una seduta congiunta della sesta e decima commissione del consiglio comunale, presiedute rispettivamente da Salvo Peci e da Manfredi Zammataro. Nel corso dell'incontro Roberto Tudisco, Salvatore Scuderi e Mario Urzì (Mio Italia) e Antonio Ruberto e Andrea Milazzo (Cna) hanno fatto il quadro di una situazione che appare nuovamente drammatica per le attività della ristorazione.

Ruberto ha spiegato che questo regolamento che lega Tari a suolo pubblico è stato approvato "in un periodo storico sbagliato" perché "le imprese sono senza liquidità e riescono a fatica a pagare gli stipendi e le altre spese". "Per questi motivi - ha proseguito l'esponente della Cna - abbiamo chiesto una proroga del suolo pubblico per il 2022. Il nostro comparto dà lavoro a 10mila persone a Catania e molti di noi rischiano di non riaprire più".

La recrudescenza della pandemia, le nuove restrizioni, l'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia hanno messo in grande difficoltà gli imprenditori e a ciò si aggiunge il dover fare fronte ai finanziamenti accesi durante la prima ondata del virus. Anche Tudisco di Mio Italia ha evidenziato la grave crisi del settore: "Senza suolo pubblico non si può lavorare e già siamo allo stremo. A Catania vi sono le tariffe comunali tra le più alte in Italia ed è necessario prorogare per dare un segnale di vicinanza".

Il consigliere Manfredi Zammataro ha spiegato la "genesi" del contesto regolamento: "Il Comune di Catania ha recepito, lo scorso giugno, in un regolamento un decreto legislativo del Governo Nazionale che lega la concessione del suolo pubblico al pagamento della tassa dei rifiuti, chiedendone la regolarità contributiva degli ultimi cinque anni. E’ di tutta evidenza come la situazione pandemica dal giugno 2021 ad oggi sia fortemente cambiata, con un peggioramento che ha comportato nuove restrizioni oltre ad un nuovo blocco del flusso turistico. Per tale ragione, con il collega Peci abbiamo ascoltato gli imprenditori e abbiamo ritenuto necessario portare le esigenze della categoria dei ristoratori in commissione con l’obiettivo di trovare delle soluzioni immediate”.

Anche gli altri consiglieri intervenuti - come Enzo Bianco che ha promesso di portare la questione sui tavoli nazionali e Sebastiano Anastasi che ha convenuto sulla necessità di una proroga - hanno espresso vicinanza e si sono detti concordi sulla presentazione in aula di una proposta di dilazione. Adesso vi sarà in programma un altro incontro con gli assessori investiti del problema per trovare una soluzione.

“Gli imprenditori si sono trovati dinanzi a mancati incassi, a un minore afflusso in un periodo importante come il Natale, a un rincaro dei costi di luce e gas nonché delle materie prime e inoltre devono far fronte a ripagare i finanziamenti richiesti durante la prima fase pandemica – commenta Zammataro -. Per cui risulta impossibile per molte imprese regolarizzare eventuali mancati pagamenti della Tari del quinquennio precedente pur di ottenere il suolo pubblico. Abbiamo ascoltato con attenzione le ragioni delle sigle di categoria che rappresentano una parte importante del commercio cittadino e presto la commissione incontrerà la parte politica, gli assessori al ramo, e i dirigenti ai quali chiederemo a gran voce una proroga del suolo pubblico”

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