Tagli per l'associazione Primavera, la protesta: "Attività dimezzate per Librino"

Viene chiesto all'amministrazione di rivedere questa scelta. Secondo le stime degli esponenti dell'associazione a rischio posti di lavoro e l'abbandono di decine di minori

Torna in piazza l'associazione Primavera per protestare contro i tagli decisi dall'amministrazione comunale nel terzo settore. Già lo scorso ottobre vi era stata una manifestazione simile per scongiurare il pericolo dei tagli per l'associazione che opera a Librino ma il bilancio lacrime e sangue del Comune e la situazione di dissesto ha imposto delle scelte, seppur dolorose.

Video | L'intervista alla presidente dell'associazione

Scelte che colpiscono l'associazione che in un immobile di viale Castagnola, tramite un progetto di finanza pluriennale, ha creato laboratori informatici, una sala mensa, ambulatori, laboratori musicali e ha svolto la funzione di centro diurno e di istituto educativo. In piazza Università, questa mattina, i lavoratori dell'associazione, le sigle sindacali e anche diverse famiglie con i loro ragazzi.

"Con i tagli operati che ci sono stati comunicati tramite una nota di marzo - spiega Anna Pennisi, presidente dell'associazione Primavera - il centro diurno è stato chiuso e i ragazzi che seguiremo come istituto educativo passeranno da 190 a una sessantina in meno e i nostri operatori che sono 60 si dovranno ridurre a 30".

Poi la presidente ha sottolineato: "Operiamo a Librino in un quartiere difficile e chiediamo di rivedere questa scelta all'amministrazione. E' un provvedimento che colpisce le famiglie e i ragazzi che stavano seguendo un percorso educativo dando assistenza tra centro diurno ed istituto a 300 bambini. Questa città non può permettersi una scelleratezza del genere". Inoltre dall'associazione lamentano un taglio del 50% e quindi così pesante rispetto ai tagli operati per gli altri istituti giudicati non così "corposi".

L'assessore ai Servizi Sociali Giuseppe Lombardo, sentito da Catania Today, replica dicendo di aver già incontrato in passato i vertici dell'associazione spiegando la difficile situazione del Comune in dissesto: "Ci sono esigenze di bilancio: o dovevamo sacrificare l'assistenza ai disabili, o gli asili nido o altri servizi. Ogni anno il Comune ha sostenuto con oltre 2 milioni di euro i servizi erogati dall'associazione garantendo, vuoto per pieno, il servizio dell'istituto educativo assistenziale per 190 bambini".

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"Abbiamo mantenuto - prosegue ancora Lombardo - gli assistiti al tribunale dei minori e abbiamo tagliato meno della metà i fondi erogati. Anche altri istituti hanno subito dei tagli percendo somme inferiori".

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