Appalti e mazzette, un "libro mastro" ora fa tremare mezza Sicilia

Dario Lo Bosco, presidente di Rfi e dell'Ast, e due funzionari del Corpo Forestale della Regione Siciliana sono stati arrestati nell'ambito dell'operazione "Black list". In mano all'imprenditore agrigentino Massimo Campione un "libro" con nomi e cifre delle tangenti pagate. Ci sono altri indagati

Un "libro mastro" con nomi e cognomi "eccellenti" che adesso fa tremare mezza Sicilia. E quello che hanno trovato gli uomini della Squadra Mobile in mano a Massimo Campione, titolare della "Sistet Tecnology srl", ditta agrigentina che opera nel settore della radiocomunicazione e videosorveglianza . E' quanto emerge dall'operazione “Black list”, condotta dalla polizia, che ha portato all'arresto di Dario Lo Bosco, presidente di Rfi e dell'Ast, e di due funzionari del Corpo Forestale della Regione Siciliana con l'accusa di concussione: Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Tutti e tre si trovano ai domiciliari.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip Ettorina Contino, su richiesta del procuratore aggiunto Bernando Petralia e del sostiuto procuratore Claudio Camilleri, coordinati dal Procuratore Francesco Lo Voi. Ma ci sono altri indagati: Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e Maria Grazia Butticè, compagna dall'imprenditore agrigentino Massimo Campione, che ha distribuito le mazzette ai funzionari pubblici. Per Tolomeo la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari ma il gip li ha respinti. Ma l'impressione è che le persone sotto inchiesta possano essere decine "ma non ci sono nomi di politici", chiarisce Lo Voi.

LE INDAGINI - L’indagine trae spunto da un più ampio contesto investigativo. L'attenzione degli investigatori si è concentrata su una gara di appalto indetta dal Corpo Forestale della Regione Sicilia dell’importo di circa 26 milioni di euro. Appalto relativDario Bosco-2-2o all’ammodernamento tecnologico e potenziamento operativo del sistema di radiocomunicazione, compresa l’installazione di una dorsale digitale pluricanale e la realizzazione di un sistema di videosorveglianza di nuova generazione a tutela del patrimonio boschivo e delle aree naturali protette. La ditta aggiudicatrice dell'appalto - nel 2012 e con lavori tutt’ora in corso - è quella dell'imprenditore agrigentino Campione. "Le indagini - spiega il capo della Mobile Rodolfo Ruperti - hanno registrato, sin da subito, una particolare 'intimità' tra l’imprenditore agrigentino e i due funzionari della Forestale - Quattrocchi e Marranca - rispettivamente presidente della commissione di gara dei lavori in questione e successivamente Dec (Direttore dell’Esecuzione del Contratto) e Rup (Responsabile Unico del Procedimento) della medesima gara d’appalto. I due funzionari si sono resi disponibili a 'sbloccare' situazioni di stallo nell’esecuzione dei lavori da parte della Sistet ponendosi in una condizione di stabile asservimento agli interessi personali ed economici dell’imprenditore, cui garantivano, con decisioni conformi agli interessi d’impresa, un iter dei lavori privo di “intoppi”, non sottoposto a particolari vagli. In cambio - dice Ruperti - chiedevano versamenti di tangenti, oltre a regalie varie ed assunzioni". Le articolate investigazioni condotte dalla Squadra Mobile hanno permesso anche di collocare l’imprenditore al centro di un altro contesto illecito, del tutto estraneo all’attuale appalto della Forestale. Si tratterebbe di un importante e rivoluzionario progetto, legato, tra l’altro, alla realizzazione di un sensore meccanico/elettronico da installarsi sui mezzi ferroviari italiani e che la società RFI ( Rete Ferroviaria Italiana) si proponeva di acquistare. "E’ proprio in quest’ambito - spiegano dalla Questura - che s’inserisce la figura di Lo Bosco, che si è dichiarato interessato all’acquisto del predetto sensore, inducendo a tal fine l’imprenditore a versare una tangente, in più tranches, pari a 58.650 euro".

Giuseppe Quattrocchi-2-2IN UN LIBRO MASTRO IL RENDICONTO DELLE MAZZETTE - Nelle mani degli inquirenti c'è anche un "libro mastro", con nomi e cognomi eccellenti. La lista è stata trovata lo scorso 18 ottobre in possesso di Massimo Campione, titolare di una società di costruzioni e noto imprenditore dell'agrigentino. Campione, una volta fermato dalla polizia e trovato in possesso della lista, avrebbe iniziato a raccontare tutto. Il fratello di Campione, Marco, è titolare della Girgenti Acque. "Abbiamo trovato un libro mastro diverso dal solito libro mastro del pizzo: quasi una lista della spesa con nomi e cifre. Un libro mastro - spiega Lo Voi - che quindi non fa riferimento al pizzo ma alle tangenti pagate per l'esecuzione di determinati lavori. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto i domiciliari per tre degli indagati. Le indagini sono andate avanti grazie a questi documenti e alle intercettazioni, che - sottolinea Lo Voi - sono state essenziali, e grazie anche alle conferme dello stesso imprenditore". Successivamente, l’imprenditore, comunque indagato, in concorso per il reato di concussione, di fronte all’evidenza delle fonti di prova raccolte, ha deciso di collaborare con gli inquirenti.

LE INTERCETTAZIONI - "Maria, Mariaaaaa. Ora chi ci cuntu a chisti? Cumsumato sugnu... (Ora cosa devo raccontare a questi? Sono ronvinato...)". Questa la preoccupazione, espressa in agrigentino stretto, di Massimo Campione, intercettato mentre chiacchiera con la fidanzata, Maria Grazia Butticè, indagata nella stessa inchiesta. "Un ni nisimu di sta cosa, è tinta sta cosa (non ne usciamo da questa vicenda, è una brutta vicenda) - dice ancora Campione - c'ha diri... operai... saranno sicuramente...". In altre parole, come dicono anche gli inquirenti, si tratta di "un ingenuo tentativo di stornare da sè, soprattutto dai personaggi pubblici indicati nei fogli, i sospetti di un illecito coinvolgimento in un comune contesto di sistematica corruttela. Uno scomposto conato difensivo foriero invece di indizi fortemente espressivi di quel sistema".

COME SISTEMARE CASA E FAMIGLIA - I funzionari infedeli del Corpo Forestale sono accusati di avere ricevuto tangenti per garantire che alcune gare si svolgessero senza "intoppi". In particolare,Tangenti e appalti: tre arresti, in manette il presidente di Rfi Lo Bosco „ Salvatore Marranca avrebbe ricevuto una mazzetta di 149 mila 500 euro. Giuseppe Quattrocchi ne avrebbe incassati 90 mila. Quattrocchi avrebbe ricevuto, come ringraziamento per le "cortesie" fatte, anche due apparati di climatizzazione e 12 radiatori "spot", per un valore di circa 5.000 euro. L'altro funzionario, Marranca, avrebbe invece ottenuto l'assunzione della compagna presso una nota ditta di trasporti ed autoservizi siciliana e, della figlia, presso una ditta di impiantistica di Roma“. Quello che si profila è un sistema corruttivo più ampio. Perquisizioni sono state effettuate nelle sedi palermitane di Ast e coropo forestale regionale e nella sede romana di rfi. (GUARDA IL VIDEO)

GLI AFFARI SI DISCUTONO AL BAR - Le tangenti ai funzionari pubblici arrestati "venivano versate esclusivamente in contanti, in bar, uffici e auto". Lo ha detto spiegato il vicequestore aggiunto Silvia Como. "Quattrocchi e Barranca hanno preso tangenti per un appalto da 26 milioni di euro - dice ancora Como - le modalità di consegna erano svariate". Salvatore Marranca-2-2

CORRUZIONE COME SISTEMA - La corruzione "diventa sempre più pervasiva, ormai costituisce un fenomeno". E' l'allarme lanciato dal procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi. "Qualche giorno fa il procuratore di Roma ebbe a definire 'deprimente' la quotidianità della corruzione riscontrata in un diverso ambito - dice Lo Voi - . Credo che io possa oggi utilizzare quello stesso aggettivo per descrivere non una quotidianità, ma descrivere la pervasività del fenomeno corruttivo, che è un fenomeno grave perché mina la liceità e le legittimità delle attività economiche impedendo il corretto svolgimento dei procedimenti amministrativi, la libera concorrenza, danneggiando il mercato e il territorio dei suoi cittadini".

SULLO SFONDO ANCHE I FORESTALI - "C'era un atteggiamento di vero e proprio asservimento dei forestali che si mettevano al servizio dell'imprenditore che lucrava denaro pubblico. Chissà se i problemi della forestale non siano dovuti proprio a questi, che lucrano e tolgono soldi alle casse pubbliche". Ha spiegato il pm Petralia. "I nomi nel libro mastro - ha aggiunto - erano appuntati a penna con un ordine mnemonico che denuncia una pedanteria metodica. Un altro aspetto su cui ci siamo soffermati è la naturalezza delle tangenti: non si parla di una o due tangenti ma di un vero e proprio asservimento di una parte deviata del corpo forestale della regione che si metteva a disposizione dell'imprenditore. Chissà che tutte le vicende che affliggono il corpo forestale non dipendano anche da queste vicende che tolgono capitali alle risorse pubbliche. Questo atteggiamento lo abbiamo notato anche nell'imprenditore Campione. Lo spunto per l'indagine è venuto nell'ambito di un'altra inchiesta più ampia. Abbiamo notato una confidenzialità estrema tra l'imprenditore e il direttore dei lavori, tra appaltatore e stazione appaltante, che andava ben oltre i rapporti fisiologici". Proprio in queste ore i forestali stanno manifestando davanti alla sede della presidenza delle Regione, dando anche vita a blicchi stradali, perchè preoccupati per la mancanza di fondi destinati al comparto.

LE REAZIONI - Il governatore siciliano Rosario Crocetta, dopo aver appreso degli arresti per tangenti, ha dato mandato alla Regione, in qualità di socio, di chiedere la convocazione dell'assemblea di Ast. L'intenzione del governo è quella di azzerare l'intero consiglio di amministrazione. Il Codacons, per mezzo degli avvocati Pierluigi Cappello e Alessandro Patti, si costituirà parte offesa."Episodi di questo tipo, oltre a rappresentare una vergogna per il Paese - spiega il segretario nazionale Francesco Tanasi - producono un danno agli utenti attraverso il servizio che viene loro reso, alterato da appalti truccati e concessi dietro pagamento di mazzette. Per tale motivo abbiamo deciso di costituirci parte offesa nell'inchiesta in rappresentanza della collettività sempre più umiliata dalla corruzione dilagante che esiste nel settore dei servizi pubblici". 

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