Tar dà ragione ai No Muos, mamme di Caltagirone: "Non cantiamo vittoria"

Samanta Cinnirella, mamma No Muos, dichiara: "Da questo momento in poi faremo esposti che denunciano il prosieguo dei lavori ed una petizione con la quale chiederemo il trasferimento del questore e del prefetto per abuso di potere", sottolineando che la situazione non è ancora arrivata ad un epilogo

Le avevamo lasciate l’ultima volta quando una di loro, a seguito di uno scontro con la polizia, era rimasta ferita. Il comitato Mamme No Muos di Caltagirone ha un motivo in più per festeggiare, anche se “cantar vittoria” rimane un passo azzardato.   

Il Tar di Palermo ha respinto le richieste di sospensiva presentate con due ricorsi del Ministero della Difesa contro la Regione che aveva arrestato i lavori per le antenne No Muos, una battaglia che vede coinvolti cittadini, associazioni da ogni parte della Sicilia, e che ha trovato sostenitori che sposano la causa anche nel resto d’Italia.

Divergenza di “opinioni” tra il Ministero e la Regione, anche se ad oggi i lavori rimangono bloccati, con estrema soddisfazione degli attivisti che da settembre scorso, hanno presidiato il sito e lottato, giorno dopo giorno, giungendo talvolta a situazioni alquanto delicate.  

Il perito nominato dal Tar, il docente universitario Marcello D’Amore, aveva dichiarato ai giudici che “il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte”,  con conseguenti rischi anche per le apparecchiature elettroniche, le strutture aeroportuali/aeromobili e la fauna del posto.
 

“E’ sicuramente una prima vittoria, ma non ci illudiamo di aver cambiato le intenzioni del Ministero della Difesa di voler soddisfare accordi  internazionali: di certo siamo soddisfatti per il fatto che le nostre azioni abbiano portato allo scoperto interessi che violano i diritti di un popolo che vuole vivere in una terra di pace” racconta Samanta Cinnirella, la mamma coinvolta nello scontro con la polizia, sanzionata per aver lottato insieme alle altre attiviste per far rispettare il provvedimento di revoca dei lavori.  “Abbiamo denunciato gli atti repressivi che la polizia usa per 'soffocare' il nostro diritto di manifestare e denunciare atti illeciti, come i lavori che continuano alla base Muos, nonostante la revoca.”

”Giorni fa abbiamo bloccato il pullman che conduceva alla base dei giornalisti che più volte avevamo contattato chiedendo di parlare ai media della vicenda: non tutti ci avevano ascoltato, e abbiamo anche denunciato il fatto che 'La Repubblica' avesse scritto un articolo, riportando false notizie circa la pericolosità del Muos, spacciandole per dichiarazioni dell’ISS: siamo riusciti ad aver voce solo trattando con l'addetto stampa del Ministero ed il Questore“ continua l’attivista mamma No Muos. “Da questo momento in poi faremo esposti che denunciano il prosieguo dei lavori ed una petizione con la quale chiederemo il trasferimento del questore e del prefetto per abuso di potere” conclude l’attivista Cinnirella, sottolineando che la situazione tutto lascia pensare, tranne che sia arrivata ad un epilogo.

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