rotate-mobile
Cronaca Civita / Piazza del Duomo

Tari, Confcommercio: "Stop all'aumento, la vera questione è l'evasione"

Il presidente e il direttore generale dell'associazione di categoria Dario Pistorio e Francesco Sorbello esprimono la loro posizione in merito all'incremento della tassa sui rifiuti, la soluzione: "Inserire il tributo nella bolletta dell'acqua"

"La vera questione è l'emersione degli evasori". Anche Confcommercio Catania si esprime sul paventato aumento della Tari del 18 per cento. "Stimiamo in circa 60 mila coloro che non sono neanche censiti, che sono sconosciuti alla causa del bene comune. Bisogna fare emergere questa enorme sacca di evasione, inutile girarci intorno - si legge nella nota stampa a firma del presidente Dario Pistorio e del direttore generale Francesco Sorbello -. È da decenni che lo predichiamo e da altrettanto tempo non si è fatto tutto ciò che andava fatto. Non ci sono altre strade! Immaginate se anche i 60mila evasori totali pagassero la Tari, si tratterebbe di recuperare tra i 20 e i 25 milioni di euro e, probabilmente, si dibatterebbe di quanto diminuire la tariffazione comunale, senza considerare quanto ci sarebbe da recuperare tra i censiti non paganti".

"Comprendiamo che Catania, più di altre città, subisca gli effetti negativi di un gravissimo ritardo nella raccolta differenziata dei rifiuti così come, di conseguenza, il recente aumento dei costi per il conferimento dell'indifferenziata in discarica, e sappiamo anche che, per norma, il costo del servizio deve essere interamente sostenuto con i proventi della tassazione - è il tenore della nota - Al contempo dobbiamo porre all'attenzione di tutti la circostanza che ai cittadini e alle imprese catanesi viene già applicata una delle più alte tariffe nazionali". 

"In questo contesto, è certo che un aumento dell'aliquota Tari non è assolutamente pensabile - prosegue la nota -, sarebbe un ulteriore colpo di grazia su cittadini e imprese, ma anche una macroscopica ingiustizia. La strada dell'aumento tariffario, sostengono i vertici di Confcommercio, "ha il sapore della persecuzione nei confronti di coloro che il tributo lo pagano". Gravare i maggiori costi sulla popolazione censita e pagante "è la strada più veloce e facile, ma non è quella che rende giustizia, diffondendo, invece, la percezione di un ente pubblico nemico, il Comune in questo caso". SEcondo l'associazione di categoria "il costo del servizio deve gravare su tutti i cittadini e le imprese, non solo sui soliti noti. Un modo per l'emersione dei non censiti e il pagamento da parte della quasi totalità, ci sarebbe: sia abbinato il pagamento della Tari a quello dell’utenza idrica". 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tari, Confcommercio: "Stop all'aumento, la vera questione è l'evasione"

CataniaToday è in caricamento