Bufera al teatro Bellini, chiesto rinvio a giudizio per 80 "assenteisti"

I reati sarebbero stati commessi nelle attestazioni sullo straordinario, dal 2007 al luglio 2009, e per l'uso scorretto, nel 2011, di badge di entrata e uscita, accertato con telecamere nascoste della guardia di finanza

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa di 80 persone, tra dipendenti e "stagionali" del Teatro Bellini. I reati sarebbero stati commessi nelle attestazioni sullo straordinario, dal 2007 al luglio 2009, e per l'uso scorretto, nel 2011, di badge di entrata e uscita, accertato con telecamere nascoste della guardia di finanza. Alcuni indagati avrebbero ricevuto il pagamento di straordinario mentre erano in malattia, ricoverati in ospedale o assenti per recupero ore.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore capo Giovanni Salvi, dall'aggiunto Michelangelo Patanè, e dai sostituti Alessandro La Rosa e Tiziana Laudani. Il provvedimento è stato depositato nella segreteria del Gip, presieduta da Nunzio Sarpietro. L'udienza non e' stata ancora fissata.

Le indagini sono state condotte dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Catania

I reati sarebbero stati commessi nelle attestazioni relative allo straordinario dal 2007 al luglio 2009. Dalle indagini sarebbe emerso che alcuni dipendenti che usufruivano di straordinario "ordinario" o "forfettizzato" ne avrebbero ricevuto in busta paga anche quando erano assenti, durante malattie o ricoveri e ferie. Uno di loro mentre era ufficialmente in straordinario e' stato fermato dalla polizia stradale per un controllo. Contestato anche l'uso scorretto, nel 2011, di badge di entrata e uscita, accertato con telecamere nascoste da parte delle Fiamme gialle.

Per altri fatti oggetto di indagine è stata chiesta l'archiviazione perchè non sono stati individuati fatti di rilievo penale. In alcuni casi non sono stati trovati idonei elementi di verifica: assunzioni di artisti esterni da un'unica agenzia, circostanza dimostratasi non corrispondente al vero o, come nel caso delle trasferte della Filarmonica, per la quale e' da escludersi che le spese siano state sostenute dal Teatro. In altri casi si e' ritenuto che, pur in presenza di violazioni di disposizioni normative, non si fosse in presenza di condotte penalmente rilevanti: progressioni in carriera di dipendenti, corresponsione di gettoni di presenza o di cachet a direttori d'orchestra, concessione di permessi retribuiti.

E' stata autorizzata la trasmissione degli atti alla Procura Generale della Corte dei Conti per i provvedimenti di competenza.

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