Teatro Massimo Bellini, Messina: "I fondi erano nel collegato, ma l'ars non ha approvato"

L'incontro dell'assessore regionale al Turismo e Spettacolo con i lavoratori a margine dell'evento degli Stati generali del Turismo, organizzato da Fratelli d'Italia a Palazzo della Cultura

“Se il Teatro Massimo Bellini è a questo punto vuol dire che qualcosa non funziona e non ha funzionato in passato”: l'assessore regionale al Turismo e Spettacolo Manlio Messina ha commentato la situazione in cui versa l'Ente, stamattina a un incontro con una rappresentanza dei lavoratori del Teatro Massimo Bellini, a margine de “Gli stati generali del turismo”, iniziativa organizzata da Fratelli d'Italia al Palazzo della Cultura.

“Non è il momento di far polemica politica – ha dichiarato Messina – noi, a differenza di altri che adesso si mostrano partecipi ma che mentre erano alla guida della regione non hanno fatto nulla, stiamo lavorando su più fronti per risolvere la situazione”. Il riferimento è alle dichiarazioni del deputato ed ex assessore regionale Anthony Barbagallo che ha puntato il dito contro la Giunta in carica addossandole tutta la responsabilità del rischio chiusura per l'istituzione culturale catanese. La richiesta immediata dei lavoratori è stata quella del reperimento dei finanziamenti necessari alla sopravvivenza del Teatro dei lavoratori e successivamente l'apertura di un tavolo permanente con l'assessorato per programmare gli interventi necessario al definitivo rilancio del Teatro e delle produzioni.

“Se la dotazione finanziaria serve solo a pagare gli stipendi, e in assenza di finanziamenti supplementari, difficilmente ci sarà la possibilità di un rilancio – ha spiegato ancora l'assessore – certo è che il nostro governo ha provato a riportare i finanziamenti allo stato in cui erano prima del governo regionale precedente, ma l'assemblea non ha votato il collegato dove era inserita la misura a favore del Teatro”. Massima disponibilità dunque da parte del governo regionale, ma senza una strategia si rischia di ritornare nuovamente al punto di partenza. “Ho proposto alle istituzioni nazionali la possibilità di attivare un radicale e significativo contributo d'imposta per le sponsorizzazioni alle nostre realtà culturali – ha concluso l'assessore – sarebbe uno strumento che ci consentirebbe di tornare competitivi soprattutto con le realtà de nord Italia”.

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