Teatro Massimo “Bellini”, nodo “tagli” della Regione mette a rischio la programmazione

Sulla questione è intervenuta, con un'intervista a CataniaToday, Loretta Nicolosi, componente della segreteria provinciale etnea Slc cultura Cgil e cantante contralto del Coro del teatro

Impossibilità a progettare il futuro, di una gloriosa istituzione musicale e culturale, patrimonio della città ai piedi dell'Etna. Il nodo dei previsti tagli dei fondi regionali al Teatro Massimo “Bellini” di Catania, è una “vecchia musica” che porta in scena la protesta di lavoratori e sigle sindacali. Si prevede una sforbiciata del 20 per cento circa delle risorse, un “dramma” che dalla Regione andrà a mettere a rischio posti di lavoro per oltre 200 unità, con conseguente incertezza sulla programmazione lirico-musicale triennale dello storico teatro cittadino catanese, nonché la sua stessa sopravvivenza negli anni a venire.

“Parliamo di quasi il 20 per cento di tagli ai fondi destinati all'ente regionale Teatro massimo Bellini di Catania - dice Loretta Nicolosi, componente della segreteria provinciale etnea Slc cultura Cgil e cantante contralto del Coro del teatro -. Il sovrintendente Roberto Grossi, sta facendo di tutto per salvare il salvabile, come la prevista imminente messa in scena dell'opera lirica “Fedora”, anche se non è facile perché appunto tagliando i finanziamenti regionali, facendo i “giochi del tre-oro tre-oro” con i bilanci, sarà complicato”.

La massa di lavoratori dell'ente lirico, che ammonta a poco più di 200 lavoratori, fra orchestrali, coristi, amministrativi, maestranze, ecc., sia stabili che stagionali, non ha fortunatamente stipendi in arretrato. “Siamo un ente abbastanza sano - continua la sindacalista -, e da quando c'è questo nuovo sovrintendente, gli stipendi più o meno, con qualche ritardo, arrivano sempre. Fra questi 200 e più lavoratori, ci sono anche 27 stagionali “stagionati”; ma il teatro necessita di molti altri stagionali e lavoratori stabili, siamo sotto-organico, di altre 200 unità”.

La programmazione della stagione lirico-musicale del Massimo “Bellini”, dovrebbe essere su base triennale, come in tutti i teatri d'Italia, e del mondo, “perché ovviamente un cantante lirico ha già in agenda appuntamenti da dover rispettare. Quindi un cantante lirico non puoi contattarlo per impegnarlo in un'opera due/tre mesi prima della messa in scena; occorre avere circa un anno d'anticipo sulla “prenotazione” della prestazione tramite agenzie; sarebbe infatti auspicabile avere certezza di fondi adeguati nella triennalità delle stagioni liriche”.

La Regione Sicilia ha però deciso diversamente, in finanziaria: “Hanno deciso di erogarci questi fondi, sì nella triennalità, ma se calcoliamo che i 13 milioni e mezzo servono solo per gli stipendi del teatro, e calcoliamo che non si tratta di una grande cifra, visto che i nostri stipendi sono equiparati a quelli degli insegnanti delle scuole, ed in più i nostri emolumenti non subiscono adeguamenti Istat, cioè non sono equiparati al costo della vita, da oltre vent'anni...; e questo accade in un teatro che non ha buchi di bilancio, al contrario di altri teatri”. In sintesi, l'istituzione musicale catanese, nella triennalità riceve preventivamente una previsione di budget, all'interno della quale emerge che, per l'anno prossimo, “il taglio sarà ancora maggiore - continua il contralto catanese del “Sindacato lavoratori della comunicazione Cgil” Loretta Nicolosi -, cioè di 8 milioni in totale: cifra che non permetterà nemmeno di pagarci gli stipendi; perché per un teatro che vive di finanziamenti della Regione, come il “Vincenzo Bellini”, con le entrate che non riescono a coprire tutte le spese, per tale motivo saremo costretti ad offrire al pubblico che va a teatro, un prodotto sicuramente sufficiente ed adeguato, ma certamente senza i "grandi nomi" a cui il teatro Massimo ci ha abituati in passato, in assenza di programmazione certa e di fondi necessari per poterli pagare”.

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Altro aspetto, non secondario, è che, come è risaputo, il sindaco del comune di Catania riveste anche automaticamente il ruolo di presidente dell'ente Teatro, così come conseguentemente di presidente del Cda: “Va chiarito questo aspetto, perché, dal momento che è cambiato lo Statuto, da parte dell'ente Regione, c'è bisogno di fare chiarezza sul fatto che il sindaco, possa o non possa, continuare a rivestire il ruolo di presidente; fatto inedito per un teatro in territorio nazionale; quindi si sta cercando chiarezza in tal senso, anche perché tale figura rivestirebbe anche il ruolo di nostro rappresentante legale, quindi parliamo di una figura importantissima all'interno dell'ente teatrale: ho così personalmente preso contatto col sindaco Salvo Pogliese, chiedendo un urgente incontro, per un suo impegno, formale o informale, nelle sedi regionali: stiamo attendendo una risposta per una sua convocazione. A lui chiederemo una spinta per trovare una soluzione adeguata nel più breve tempo possibile”.

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