Teatro Musco: l'ex direttore dello Stabile lo rileva come privato dopo il debito milionario

Il Teatro Stabile ha perso il Musco nel luglio del 2016 quando i proprietari hanno sfrattato l'ente per il mancato pagamento degli affitti. Giuseppe Di Pasquale all'epoca direttore artistico ha rilevato oggi la struttura: "Chi è venuto dopo di me non ha voluto rinnovare il contratto"

Chi ha seguito le vicende dei lavoratori Teatro Stabile di Catania conosce bene la disastrosa situazione economica degli ultimi anni. Un buco di bilancio plurimilionario che, durante la precedente direzione artistica del regista Giuseppe Dipasquale, è arrivato a toccare quota 13 milioni di euro. Perdita parzialmente coperta ad ottobre del 2017, da una sorta di prestito di 4 milioni di euro proveniente dal Fondo di rotazione per gli interventi straordinari e stanziati dall'assessorato al Turismo, allora diretto da Anthony Barbagallo. Un collasso finanziario che nel luglio del 2016 ha costretto i proprietari del Teatro Angelo Musco, sala gestita da sempre dal Teatro Stabile, a chiedere lo sfratto per morosità, dato il mancato pagamento di diverse mensilità. Da gennaio 2016, insomma, lo Stabile - ormai alla canna del gas - non ha versato l'affitto, arrivando alla situazione paradossale di dover abbandonare, dopo circa 50 anni, la storica struttura di via Umberto.

Presentato "Must", Di Pasquale: "Il Musco rinasce in forma privata"

La ristrutturazione del 2013 e la nascita dell'area eventi

Giuseppe Di Pasquale diventa direttore artistico dello Stabile nel 2008 e rimane in carica fino all'estate del 2016 quando, su indicazione del Consiglio di Amministrazione, gli succede Giovanni Anfuso. Nel dicembre del 2013, negli ultimi anni dell'amministrazione Dipasquale, il Musco viene ristrutturato a spese del Teatro Stabile, sotto la presidenza di Nino Milazzo. Con questi lavori vengono di fatto eliminati i posti a sedere del loggione che diviene uno spazio per eventi con un piccolo bar annesso. Durante la fine dell'amministrazione del regista catanese iniziano a girare le voci sulla possibile perdita della sala, creando scompiglio nel mondo dello spettacolo catanese. Paura che si concretizza, costringendo il Musco a chiudere i battenti per circa un anno. Ed è così che intorno al luglio 2017, negli ambienti teatrali si inizia a vociferare di un possibile interessamento dello stesso Di Pasquale a rilevare la sala, da privato, insieme a Marco Vinci e all'imprenditore Salvo Costantino. 

La coppia Dipasquale-Contadino e l'esperienza politica dell'attrice in #DiventeràBellissima

Dalle voci si passa poi alla realtà quando Di Pasquale e sua moglie, l'attrice Valeria Contadino, annunciano qualche giorno fa di aver rilevato il Musco insieme ad una cordata di imprenditori del settore, dando vita al nuovo "Must" - Musco Teatro. Valeria Contadino, oltre ad essere una nota attrice catanese, è stata anche candidata alla Regione Sicilia, durante la campagna elettorale appena trascorsa, con la lista del presindete Nello Musumeci #DiventeràBellissima. Esperienza dalla quale non è uscita sicuramente soddisfatta, riuscendo a raggranellare soltanto 248 preferenze. La coppia, inoltre, è storicamente vicina al giornalista ed ex presidente del Teatro Stabile Pietrangelo Buttafuoco che, nel nuovo cartellone, è presente con due spettacoli scritti da lui. 

Dipasquale: "Chi è venuto dopo di me allo Stabile non ha voluto rinnovare il contratto"

Intervistato da CataniaToday, Dipasquale ha dichiarato: "Quando un teatro chiude è una sconfitta per tutti. Riaprirlo è un'impresa importante che da vita e cuore a tante persone che vi lavorano dentro. Naturalmente oggi il Musco rinasce in forma privata con una serie di amici e imprenditori che credono nel progetto, che pensano che possa essere un luogo di incontro per i giovani e i meno giovani". Sulle difficoltà che hanno portato alla chiusura e sulla perdita della sala da parte dello Stabile, Dipasquale ha indicato la gestione che l'ha succeduto come responsabile del mancato rinnovo del contratto: "Fino a quando sono stato direttore dello Stabile ho chiesto di mantenere il Musco sotto il controllo dell'ente - ha concludo il regista - ma chi è venuto dopo di me ha ritenuto di non voler rinnovare il contratto con i proprietari che, naturalmente, si sono guardati intorno. Il teatro era sul mercato e noi abbiamo colto quest'offerta, da privati, quindi lo gestiremo da privati". 

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