Teatro Stabile, Ugl: “Lavoro del commissario Pace tra molte luci e qualche ombra"

"Bene la tenuta dei conti e il ritorno degli abbonati, ma il nuovo statuto è un nominificio" hanno affermato il segretariogenerale territoriale della Ugl etnea Giovanni Musumeci e quello della federazione Ugl spettacolo Cosimo Fichera

Sull’incontro delle sigle sindacali con il commissario del Teatro Stabile Giorgio Pace, che si è tenuto sabato mattina, intervengono il segretario generale territoriale della Ugl etnea Giovanni Musumeci ed il segretario della federazione Ugl spettacolo Cosimo Fichera. “In poco meno di un anno il commissario Pace ha svolto un lavoro tra molte luci ed anche qualche ombra. Per la prima volta il bilancio dell’ente è stato chiuso con un utile, dopo anni di perdite che ne avevano decretato la morte certa che, invece, la gestione commissariale ha evitato. Anche il ritorno degli abbonati è stato un segnale importante, che fa sperare in una stagione di definitivo rilancio per una delle istituzioni culturali più importanti del sud Italia. Non possiamo però tacere su alcuni aspetti che mettono in ombra l’operato dell’esperto dirigente, a partire da quella che è stata la mancanza di partecipazione e di collegialità con i sindacati sulla revisione dello statuto, essendo lo strumento fondamentale per la vita del teatro – evidenziano Musumeci e Fichera. Abbiamo infatti appreso dalla stampa l’approvazione del testo che, a nostro avviso, più che rendere snella ed efficiente la struttura dell’ente teatrale, la appesantisce ulteriormente al punto tale da farla diventare un perfetto nominificio".

"Tralasciando il fatto, comunque rilevante, che non vi è alcun accenno ai bilanci pluriennali che rappresentano la salvaguardia per la tenuta contabile, ci viene difficile comprendere il perché una figura come il direttore sia contemplata tra gli organi e non venga prescelta tramite bando pubblico, ma semplicemente nominata. E’ altrettanto singolare – aggiungono – come, a differenza di quello che accade oggi negli enti comunali, ad esempio, i tre revisori dei conti vengano nominati e che sia prevista da statuto la carica di vice presidente, cosa che non esiste in tante altre strutture societarie. In tutto, praticamente, tra cda, direzione e revisione contabile, sono ben 9 le poltrone da affidare al rito della spartizione! Ovviamente il contrario di quanto accade nel resto d’Italia, dove teatri di assoluto livello hanno statuti meno complicati e soprattutto più rivolti alla trasparenza ed al merito".

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Ci troviamo di fronte ad un salto indietro nel tempo e ci preoccupa il fatto che, al termine di questa stagione commissariale, il ritorno del teatro nelle mani della politica possa far emergere i fantasmi di quel passato che – concludono i due esponenti Ugl – ancora oggi è presente nel notevole ritardo della liquidazione degli stipendi ed in quel debito monstre che ha visto i lavoratori per diversi anni penalizzati in particolare nella corresponsione, oltre che delle paghe, anche delle premialità maturate.”

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