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Chiusura della "cultura", la direttrice dello Stabile: "Ripensare al sostegno per il settore"

L'intervento di Laura Sicignano dopo le manifestazioni di protesta del mondo della cultura in piazza a causa dello stop imposto dal dpcm

I lavoratori del mondo dello spettacolo sono scesi in piazza per chidere riaperture e sostegni. Teatri e cinema sono chiusi e un mondo, che era già in grande affanno, vedo un futuro incerto. Un mondo intorno al quale ruotano tantissimi posti di lavoro. Così la direttrice del Teatro Stabile di Catania Laura Sicignano è intervenuta per evidenziare che la protesta in piazza va inserita in un contesto più ampio che porti "a una lungimirante riflessione sul ruolo della cultura, dello spettacolo dal vivo e sulla considerazione da parte delle istituzioni e di parte della nostra società nei confronti dei professionisti di questo settore, prima e oltre la crisi".

"Questa riflessione riguarda i lavoratori dello spettacolo - artisti e tecnici -, ma anche il pubblico - prosegue la direttrice -  che dovremmo tutti desiderare di veder coincidere con la più ampia percentuale della popolazione. Per i primi si tratta di un momento di assoluta sofferenza e frustrazione. Il teatro può essere un meraviglioso passatempo per molti amatori, ma per centinaia di migliaia di persone rappresenta l’unica fonte di reddito. Il teatro è un’impresa culturale, i cui addetti sono lavoratori con esperienza e competenze molto specifiche. E’ profondamente ingiusto impedire il lavoro ad una categoria, se contestualmente non si affronta seriamente il tema della mancanza di tutele e di ammortizzatori sociali per chi vi opera. Nella prima fase della pandemia gli aiuti economici sono arrivati a pioggia,
creando paradossi e sperequazioni in una categoria dai confini ancora troppo imprecisi, in cui non esiste per esempio un registro dei professionisti".

"La legge sullo spettacolo dal vivo è ferma in Parlamento da anni - ha sottolineato l'esponente del teatro etneo -. In Italia il finanziamento statale allo spettacolo dal vivo rappresenta solo lo 0,027% del Pil nazionale, come ha ricordato il Presidente di Federvivo F. Fonsatti, nella
recentissima audizione alla Camera dei Deputati. Questa percentuale ci pone come fanalino di coda tra i paesi europei".

Non ha poi mancato di sottolineare gli sforzi effettuati per la riapertura in sicurezza: "In questo momento siamo in prova con una nostra produzione, che avrebbe debuttato il 3 novembre, Tina e Alfonsina, novità assoluta di Claudio Fava, per il quale la regista Veronica Cruciani e le attrici Francesca Ciocchetti e Aglaia Mora lavorano da settimane e continuano a farlo, pur sapendo che, al termine, non ci sarà un debutto. Come avvenuto per le altre produzioni cancellate dal Covid19, ci stiamo impegnando a riprogrammare questo spettacolo in teatro dal vivo. Intanto abbiamo deciso di trasmetterlo on line per gli abbonati".

Poi la direttice dello Stabile ha concluso: "Allontanare i cittadini dal teatro - questo luogo antichissimo, presidio di riflessione condivisa,
dibattito e coesione sociale - è segno di profonda inciviltà".

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