Teatro Stabile, i sindacati: "l'ente è allo sbando, bisogna azzerare tutto"

Continua la protesta silenziosa dei lavoratori dello Stabile che da mesi non ricevono lo stipendio. I sindacati chiedono l'intervento del governo nazionale

Mentre i lavoratori dello Stabile continuano la loro protesta silenziosa, la produzione dello storico teatro rimane bloccata e all'orizzonte non si intravedono buone notizie. I dipendenti non ricevono lo stipendio da mesi e nonostante il costante intervento dei sindacati la situazione non pare migliorare.

Secondo le sigle sindacali etnee Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Spettacolo, infatti si corre il rischio di degenerare ulteriormente se il governo nazionale non prenderà seriamente in mano il caso, spiegano i segretari Davide Foti, Antonio D'Amico, Giovanni Nicotra e Cosimo Fichera. “Stiamo attendendo di conoscere l’esito dell’ispezione inviata dall’assessorato regionale del turismo - dicono i sindacalisti - , ma non possiamo fare  a meno di notare come ormai nel Cda si reciti a soggetto ed ogni componente cerchi di mettersi in mostra dicendo la propria e muovendosi in un quadro dalle tinte sempre più fosche. In più anche il ministero ha fatto la voce grossa rimarcando la mancata nomina, da parte dei soci, della 'quota rosa' all’interno dello stesso consiglio. Ancora oggi inoltre continuiamo ad assistere al ridicolo tira e molla sulla nomina del nuovo direttore artistico"

.Di fronte ad un simile scenario - concludono Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Spettacolo - non possiamo ignorare il totale abbandono, dal punto di vista economico, delle istituzioni socie. Basti ricordare, infatti, i 90 mila euro che il comune deve ancora trasferire, l’assenza di stanziamenti da parte della ex provincia regionale e la regione Sicilia che, invece di intervenire, temporeggia adducendo come motivazione le ispezioni". 

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