Tecnis e gli appalti truccati: i nomi degli esponenti mafiosi legati all'azienda

Ecco, nel dettaglio, i soggetti le cui attività criminali sono risultate agevolate

Disposta l’amministrazione giudiziaria delle società Tecnis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl nonché il sequestro delle relative quote ed azioni, dopo le indagini compiute dal Ros.

Ecco, nel dettaglio, i soggetti le cui attività criminali sono risultate agevolate.

Campanella Carlo, uomo d’onore, responsabile del gruppo di Picanello, definitivamente condannato per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. che prese il primo contatto con le imprese del gruppo Costanzo;

Aiello Vincenzo Maria, uomo d’onore, rappresentante provinciale della famiglia catanese di cosa nostra dal 2006 al 2009, definitivamente condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. e Aiello Alfio Maria, definitivamente condannato e sottoposto a processo per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., ai quali la Tecnis SpA (interessata al progetto) e la società controllata GEST. I. FOND. GESTIONI IMMOBILIARI E FONDIARIE Srl hanno consentito di dissimulare la ricezione di una ingente somma di denaro che, sulla base di sufficienti elementi, sembra potersi ricondurre alla messa a posto per i lavori della metropolitana di Palermo;

Bisognano Carmelo, esponente apicale della famiglia di cosa nostra di Barcellona Pozzo di Gotto, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., che ha ricevuto consistenti somme di denaro per i lavori eseguiti dalla Tecnis SpA per i lavori svolti nel territorio di competenza e che ha visto accresciuta la propria influenza all’interno dell’associazione ed è stato agevolato nelle sue attività all’interno della stessa allorché ha potuto fungere da trait d’union tra la famiglia mafiosa operante a Messina e l’imprenditore con riferimento ai lavori dell’approdo di Tremestieri;

Lo Piccolo Salvatore, uomo d’onore, capo del mandamento di San Lorenzo, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., la cui attività è stata agevolata dalla condotta delle imprese del gruppo Tecnis SpA. Lo piccolo, infatti, ha potuto dimostrare di avere le conoscenze e la

capacità necessaria per chiedere ed ottenere che un imprenditore messo a posto da altra famiglia (Bosco Lo Giudice Concetto) desse lavoro ad una impresa segnalata da Lo Bue Rosario Salvatore, reggente del mandamento di Corleone;

Lo Bue Rosario Salvatore, uomo d’onore, reggente del mandamento di Corleone, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., le cui attività sono state agevolate per le ragioni sopra esposte;

Tripoto Rosario, uomo d’onore, responsabile del gruppo di Picanello, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., la cui attività è stata agevolata dalle imprese Costanzo mediante la corresponsione di periodiche somme di denaro che gli hanno consentito di gestire le spese ordinarie del gruppo (così come dallo stesso riferito ad Aiello Vincenzo che intendeva sottrargli detta entrata);

Santapaola Angelo, uomo d’onore, reggente della famiglia catanese di cosa nostra da metà del 2004 al 26 settembre del 2007 (data del suo omicidio), la cui attività è stata agevolata dalla condotta delle imprese del gruppo Tecnis SpA allorchè ha potuto dimostrare di poter influire su di essa, guadagnando in tal modo credibilità sia nei confronti delle famiglie palermitane (per l’impresa segnata da Lo Bue per il tramite di Lo Piccolo) sia nei confronti delle famiglie operanti nel messinese. 

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