Catania capitale della Telemedicina, il progetto presentato all'Onu

Si tratta di un piano di sicurezza globale che potrà essere utile anche per i flussi dell'immigrazione, curando a distanza pericolose malattie

Nella sede Onu di New York è stato presentata una relazione per la costituzione del Centro Hub di Catania per il coordinamento del Progetto "E-med-med" di medicina a distanza nell'area del Mediterraneotelemedicina del Mediterraneo.

"Si tratta di utilizzare il sapere delle nostre Università- ha detto il sindaco- e le più innovative tecnologie per fare un salto di qualità nella telemedicina, migliorando così la nostra capacità di assistere i migranti, anche con l'uso di tessere sanitarie elettroniche". A esporre il piano d'azione davanti all'assemblea è stato Francesco Santocono, docente di diritto sanitario dell'Università Giustino Fortunato di Benevento e consulente per le politiche sanitarie dello stesso primo cittadino di Catania. Santocono - individuato dall'Occam come Segretario generale del progetto e-Med-Med - ha spiegato che il percorso di implementazione del sistema partirà con l'istituzione di un comitato scientifico multidisciplinare, formato dai rappresentanti di tutti i Paesi aderenti, che avrà l'obiettivo di avviare il processo formativo del gruppo al quale affidare la preparazione degli operatori sanitari locali.

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Ogni operatore sanitario agirà con una specifica attrezzatura da campo, fornito di un'unità mobile con ricevitore satellitare e una valigia tattica appositamente studiata, completa della strumentazione necessaria alle attività previste. Il collegamento con la piattaforma centrale non avrà soluzione di continuità, grazie a un sistema tecnologico in grado scambiare informazioni in tempo reale. Si tratta di un piano di sicurezza globale che potrà essere utile anche per i flussi dell'immigrazione, creando i presupposti necessari per tracciare dettagliatamente i fattori di rischio e gli spostamenti di infezione patogena.

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