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Tenta di strangolare la moglie che riesce a scappare con il figlio

Nel corso di una lite per motivi legati alle ristrettezze economiche vissute dalla famiglia, l’arrestato si è lasciato andare a una crisi di violenza, aggredendo a schiaffi e pugni sul capo la sventurata donna, del tutto incurante delle suppliche del bimbo che lo implorava di smetterla

È risultato provvidenziale l’intervento delle volanti che nella serata di ieri hanno messo fine a una triste vicenda che ha visto protagonisti – loro malgrado – una donna di origine indiana, regolarmente residente a Catania, e il suo figlioletto di appena tre anni. I due, il bimbo indirettamente, sono rimasti vittima della furia cieca dell’”uomo di casa” un indiano anche lui regolarmente residente in città: nel corso di una lite per motivi legati alle ristrettezze economiche vissute dalla famiglia, l’arrestato si è lasciato andare a una crisi di violenza, aggredendo a schiaffi e pugni sul capo la sventurata donna, del tutto incurante delle suppliche del bimbo che lo implorava di smetterla. Le mani dell’aggressore si sono strette al collo della vittima nel chiaro tentativo di strangolarla; la donna è riuscita a liberarsi e ad abbandonare l’appartamento, insieme al piccolo. Gli agenti che sono accorsi presso l’abitazione della famiglia, posta alla periferia nord della città, hanno subito inquadrato il drappello di persone che, allarmate dalle urla provenienti da quella casa, hanno allertato il 112 e, in quel momento, stavano attorniando la signora in lacrime. La donna, alla richiesta dei poliziotti, ha timidamente raccontato l’accaduto e le sue recenti vicissitudini, fatte di maltrattamenti e minacce di allontanamento del figlioletto da lei. L’aggressore, dal canto suo, è rimasto in casa, proprio dove gli agenti lo hanno trovato, e ha riferito ai poliziotti di una semplice lite per futili motivi. Ma, grazie anche alle testimonianze dei vicini e, soprattutto, alla denuncia che la donna ha sporto in Questura dov’è stata con ogni premura accompagnata, l’indiano violento è stato arrestato e, su disposizione del P.M. di turno, ristretto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio di convalida innanzi al Gip.

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