Venerdì, 23 Luglio 2021
Cronaca

Tenta di uccidere la sorella disabile a martellate, arrestato

Come ricostruito dai carabinieri l’uomo, il 6 dicembre scorso, colto da raptus, ha aggredito la sorella 53enne colpendola prima con pugni al volto e alla testa, per poi impugnare un martello del peso di circa 3 chili

I carabinieri di Biancavilla hanno arrestato un 52enne di Biancavilla per il reato di tentato omicidio, aggravato dal fatto di averlo commesso nei confronti di persona affetta da ritardo mentale. Come ricostruito dai carabinieri in sede di attività investigativa, l’uomo, il 6 dicembre scorso, colto da raptus, ha aggredito la sorella 53enne colpendola prima con pugni al volto e alla testa, per poi impugnare un martello del peso di circa 3 chili e della lunghezza di circa 30 cm e martoriarla con violenti colpi in tutto il corpo.

Fortunatamente un cittadino ha avvisato i militari che hanno raggiunto immediatamente l’immobile e sono riusciti così a bloccare l’aggressore e far soccorrere la poveretta. La donna poi è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Paternò con fratture multiple in tutto il corpo (particolarmente gravi quelle che interessarono la teca cranica, il naso, le costole e i polsi). La perfetta osmosi investigativa tra il magistrato titolare dell’indagine e i carabinieri, ha consentito di svelare come l’uomo qualche mese prima si era reso già responsabile di atti di violenza nei confronti dell’ex moglie la quale, trovando il coraggio di denunciarlo, lo aveva costretto a lasciare l’abitazione coniugale per rifugiarsi in casa della sorella. L’arrestato è stato condotto nel carcere di Caltagirone.

In merito alla notizia riceviamo e pubblichiamo la nota del legale dell'arrestato, l'avvocato Michele M. Fazio:

"La famiglia e l’interessato tengono a precisare quanto segue: l'arrestato è anch’esso affetto da disturbi psichici, clinicamente diagnosticati più di quarant’anni addietro e per i quali è da sempre sottoposto a cure mediche; la moglie, comprendendo che nell’ultimo periodo i farmaci avevano perso la loro efficacia, ha ritenuto di dover denunciare i comportamenti violenti subiti, al fine di sollecitare le competenti Autorità a provvedere a cure obbligatorie (TSO) nei confronti del congiunto; in attesa delle cure mediche obbligatorie l’interessato si trovava quindi ospite presso l’abitazione della sorella. Trattasi pertanto di una tragedia scaturita non da un raptus estemporaneo nei confronti di una disabile, quanto dall’acuirsi della patologia mentale già esistente in capo all’indagato.
Pertanto tale evento avrebbe potuto indirizzarsi a chiunque si fosse trovato in quel momento in prossimità dell’accusato"

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