Voleva fare saltare in aria un appartamento per rancori condominiali, arrestato

La polizia è intervenuta a seguito di una richiesta di aiuto di una donna la quale, mentre era in casa con la figlia, aveva sentito provenire dal vano scala della propria abitazione, in via Castello Ursino, rumori dovuti a deflagrazioni

Arrestato, nella notte, un artista in pensione Antonino Salvatore Lo Presti con l'accusa di tentato omicidio plurimo e tentato incendio. Intorno alle 3 del mattino, è giunta infatti al 112 la richiesta di aiuto di una donna la quale, mentre era in casa con la figlia quattordicenne, aveva sentito provenire dal vano scala della propria abitazione, in via Castello Ursino, forti rumori dovuti a ripetute deflagrazioni.

La donna ha anche riferito di aver visto un uomo, del quale ha fornito la descrizione, che si allontanava verso un’utilitaria bianca parcheggiata di fronte l’edificio. Immediatamente giunti sul posto, gli operatori hanno individuato e subito immobilizzato la persona segnalata, la quale aveva in mano alcuni petardi e un accendino. Gli agenti, nel corso dell’operazione, hanno percepito un intenso odore di gas, quindi, dopo aver posto in condizioni di sicurezza l’uomo, si sono introdotti all’interno dell’immobile della richiedente e hanno interrotto l’erogazione di energia elettrica, richiedendo anche l'aiuto dei vigili del fuoco.

I poliziotti hanno, così, provveduto a sgomberare l’edificio e le abitazioni attigue, evacuando i residenti e mettendo in sicurezza l’intera area. Entrati all’interno dello stabile, avuto accesso all’appartamento dell’arrestato, gli agenti si sono accorti della presenza di liquido infiammabile sparso sul pavimento e di tre bombole con gli erogatori del gas del tutto aperti.

Pertanto, con non poche difficoltà dovute all’aria irrespirabile, gli agenti si sono messi subito a lavoro per bonificare gli ambienti e disperdere la concentrazione di gas nell’edificio, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco. L’uomo, condotto presso gli uffici della Questura, ha dichiarato di aver compiuto l’insano gesto per vecchi rancori e dissidi di natura condominiale, nutriti nei confronti di due donne residenti nel medesimo stabile.

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