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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Legambiente dice no ai termovalorizzatori: "E' una soluzione vecchia"

"Scegliere la strada degli inceneritori - spiega Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia - significa accettare che il tetto massimo di raccolta differenziata per la Sicilia sarà il 65 per cento, molto al di sotto degli obiettivi fissati dall’Europa"

“La scelta del Presidente Musumeci di volere gli inceneritori è scellerata e insostenibile, per l’ambiente e per le tasche dei siciliani. Come per quelli di Cuffaro, alla faccia della rottura con il passato, faremo di tutto per fermarli”. E' quanto dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, in merito all'annuncio dell'idoneità di due progetti per la costruzione di altrettanti termovalorizzatori: uno a Gela ed uno a Catania, in zona Pantano d'Arci. 

“Sui rifiuti, così come per le nuove trivellazioni alla ricerca di gas nel mare siciliano, il presidente Musumeci continua ad offrire soluzioni vecchie, con una visione dello sviluppo e della sostenibilità superata da un paio di decenni. Oggi le priorità sono la raccolta differenziata, il riciclo di materia e l’economia circolare, ambientalmente ed economicamente di gran lunga preferibili sia alle discariche che agli inceneritori. Scegliere la strada degli inceneritori - continua Zanna -significa accettare che il tetto massimo di raccolta differenziata per la Sicilia sarà il 65 per cento, molto al di sotto degli obiettivi fissati dall’Europa. Un’ipotesi inaccettabile, fatta da chi non ha più forza, serietà e autorevolezza e sceglie, quindi, scorciatoie propagandistiche. Inoltre, visti gli anni che occorreranno per la loro eventuale realizzazione, non meno di 8, gli inceneritori di Musumeci non beneficeranno più dell’esenzione oggi prevista per le emissioni climalteranti dovute a incenerimento dei rifiuti. Quindi, i siciliani, oltre a pagare lo smaltimento in questi impianti (in mano ai privati) dei rifiuti prodotti e che la Regione ha deciso oggi di non voler più recuperare e riciclare, dovranno anche pagare nella Tari il costo delle emissioni dannose per il clima".

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