Sisma di Santo Stefano, in arrivo 300 milioni per ripartire

Il terremoto ha colpito Zafferana, Viagrande, Trecastagni, Santa Venerina, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi, Milo e Aci Catena

La senatrice Tiziana Drago ieri sera ha inaugurato, insieme ai portavoce del Movimento 5 Stelle Angela Foti, Jose Marano, Santi Cappellani, Cristiano Anastasi e Laura Paxia. Sui contenuti del testo che il Governo dovrebbe approvare nel corso delle prossime settimane in merito al sisma di Santo Stefano, la senatrice ha anticipato che nella bozza di decreto “per i comuni etnei colpiti dal sisma sono previsti 300 milioni di euro per la ricostruzione, in particolare 60 per il 2019, 120 per il 2020 e 120 per il 2021. Una somma che permetterà la ricostruzione degli immobili privati, il loro consolidamento, interventi per la messa in sicurezza e la ricostruzione degli edifici pubblici e luoghi di culto”.

Il terremoto ha colpito diversi comuni etnei tra cui proprio Zafferana, Viagrande, Trecastagni, Santa Venerina, Acireale, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi, Milo e Aci Catena. “In questi mesi – spiega Tiziana Drago – abbiamo lavorato in silenzio senza annunci e senza passerelle. Adesso l’iter del decreto è giunto a un passo dall’approvazione e i nostri cittadini potranno guardare al domani con maggiore speranza”. “Il commissario – prosegue Drago – sarà scelto dal Governo e sarà figura di assoluta garanzia e opererà in raccordo con la protezione civile e i comuni, coordinando e vagliando gli interventi da effettuare. I cittadini potranno presentare le istanze per i danni subiti dal terremoto attraverso i comuni che verranno adeguatamente formati e potenziati”. “Inoltre sono previsti contributi di 2 milioni per l’anno in corso e di altri 2 per il 2020 per il sostegno alle imprese del settore turistico, dell’artigianato e del commercio che hanno subito danni tali da ridurre il fatturato. Un altro modo per stare vicini alle imprese e alla parte produttiva della comunità. Sono previste anche esenzioni del pagamento delle forniture di acqua, energia elettrica, gas nei casi individuati dal decreto nonché contributi ai Comuni per garantire il livello dei servizi essenziali e tutelare il diritto all’istruzione”, conclude la senatrice.

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