Terrorismo, blitz della Digos in una palazzina di via Paolo Orsi: quattro arresti

Individuato un sito nel quartiere "Fasano" di Gravina con numerosi appartamenti dove avevano trovato alloggio cittadini somali. L'accusa per i fermati è di detenzione di documenti falsi validi per l'espatrio e atti volti a procurare illegalmente l'ingresso e la successiva permanenza nel territorio italiano e di Stati esteri

Individuato un sito nel quartiere Fasano di Gravina con numerosi appartamenti dove avevano trovato alloggio cittadini somali. Gli agenti della Digos hanno deciso di investigare ed intensificare i controlli del posto individuato, perchè l’etnia somala è ritenuta di interesse investigativo: in Somalia è infatti attiva l’organizzazione terroristica denominata “Al Shabaab” (VIDEO)

ECCO I NOMI DEGLI ARRESTATI

Quattro le persone arrestate in tutto dalla polizia: si tratta di somali nati a Mogadiscio e domiciliati a Gravina di Catania, accusati di detenzione e fabbricazione di documenti falsi validi per l'espatrio e di atti volti a procurare illegalmente l'ingresso e la successiva permanenza nel territorio italiano e di Stati esteri. Sono stati denunciati un minore straniero e un italiano, mentre altri 15 stranieri rintracciati nelle abitazioni sono stati trattenuti a disposizione dell'Ufficio Immigrazione per gli accertamenti.

RICOSTRUZIONE DEL BLITZ -  Nelle prime ore del mattino di ieri 22 dicembre, gli operatori di polizia s’introducevano nella palazzina residenziale in via Paolo Orsi numero 18 e, rispettivamente al terzo e quarto piano, individuavano due appartamenti al cui interno sono stati rintracciati 20 stranieri, di cui un minore, tutti di nazionalità somala. Al piano terzo erano in 18 e occupavano in totale quattro stanze, mentre al piano quarto sono stati trovati due uomini.

Entrambi gli appartamenti si presentavano in pessime condizioni igieniche e sanitarie senza spazi vitali di convivenza. La perquisizione ha consentito di trovare all’interno di una stanza dell’appartamento al terzo piano: 22 titoli di viaggio, validi per l’espatrio, del Governo italiano, in bianco verosimilmente contraffatti; 29 stick adesivi trasparenti utilizzati per applicare le foto su documenti di riconoscimento; una carta d’identità rilasciata dal comune di Milano, verosimilmente contraffatta, in quanto il timbro apposto sulla fotografia non risultava altresì impresso sul documento cartaceo.

Trovati e sequestrati numerosi documenti di riconoscimento intestati a cittadini somali non presenti al momento del controllo, che probabilmente servivano da modello per la contraffazione ovvero per essere ceduti a soggetti somiglianti nei tratti somatici per potenziali sostituzioni di persone.

Al quarto piano della stessa abitazione, abilmente nascosti nel doppio fondo di una valigia di colore nero, di proprietà di Abdi Shire Mohamed, veniva rinvenuto, fra l’altro, quanto segue: una cospicua somma di denaro, ammontante a 7 mila euro ed a mille e duecento dollari americani, ripartiti in piccoli mazzetti, di cui ABDI SHIRE Mohamed non chiariva la provenienza; un quaderno ed un block notes con all’interno manoscritti nomi, importi di denaro e date.

Da una prima verifica effettuata su quanto annotato nel citato quaderno, si è avuto modo di riscontrare che due dei vari nominativi ivi riportati corrispondono a due soggetti rintracciati nell’appartamento del piano terzo nel corso dell’attività di polizia giudiziaria. Fra l’altro, la suddivisione del denaro contante in piccole mazzette, unitamente ai conteggi riportati nei libretti sequestrati, induce legittimamente a ritenere che si tratti dei corrispettivi versati dai singoli stranieri irregolari al fine di ottenere documenti d’identità falsi validi per l’espatrio. Costituisce, infatti, un dato acquisito che i cittadini di etnia somala ambiscano a raggiungere gli Stati del Nord Europa, in particolare della Scandinavia e della Germania, ove poi presentare domanda di asilo politico, valendosi di documenti falsi nel tragitto.

In questo senso, appariva estremamente significativo che Abdulkadir Mohamed ed Hassan Mohamed Abdelakim, due dei soggetti rintracciati all’interno della stanza in cui si trovavano i documenti falsi, risultavano essere stati foto-segnalati per ingresso irregolare da parte della Questura di Crotone, mentre il minore A.A.M., anch’egli presente all’interno della citata stanza, non risultava foto-segnalato. Diversamente, tutti gli altri soggetti stranieri irregolari rintracciati erano stati foto-segnalati fra il 4 ed il 14 dicembre a Lampedusa.

L’attività di polizia giudiziaria ha consentito inoltre di trarre in arresto altri due somali: il citato Abdi Shire Mohamed, custode del contante riscosso e soggetto che si occupava della contabilità, e Mohamed Maslax Abadir, colui il quale riscuoteva materialmente il contante dai singoli stranieri e li alloggiava temporaneamente nell’immobile, di cui aveva la disponibilità, avendolo preso in locazione.

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