Terziario a Catania, Ponzo: "Contro la crisi occorrono investimenti"

La segretaria generale confermata alla guida di Fisascat Cisl Catania analizza la situazione del terziario in città, il calo dei consumi e la chiusura di molte aziende

"Stiamo perdendo troppo tempo a dividerci sulle regole del mercato del lavoro invece per creare nuovo lavoro ci vuole la crescita degli investimenti in ricerca, competitività e formazione. Su questi fattori purtroppo i nostri governi hanno sempre tagliato risorse". Commenta così la situazione del terziario in città Rita Ponzo, confermata per il secondo mandato alla guida di Fisascat Csil di Catania, la federazione dei lavoratori del commercio, del turismo e del terziario.

 Calo dei consumi, chiusura di molte aziende, licenziamenti. E a Catania, l’offerta turistica non decolla. Di investimenti necessari per rendere appetibili la aree commerciali, di concerto con la città metropolitana, i Comuni e la Confcommercio, parla anche Attanasio: "Le aree di Catania e Misterbianco hanno perso di appetibilità: a Catania, dove la zona industriale ospita anche tante aziende commerciali, è necessario sfruttare i fondi europei per procedere a un risanamento e a una riqualificazione non più rinviabile; a Misterbianco, c’è un deserto, le lanterne rosse cinesi hanno preso il sopravvento e i tanti capannoni vuoti sono a rischio. Siamo anche disponibili al contratto di ingresso per i giovani, con un salario di ingresso a regime, a fronte però di nuova occupazione, di garanzie, tutele e stabilità lavorativa".

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Il sindacato del terziario deve affrontare anche un’altra sfida: lo smart working e la rivoluzione tecnologica che sta interessando il settore. "È una modalità di lavoro – sottolinea Ponzo – al confine tra subordinato e lavoro autonomo. Oggi, un lavoratore attraverso una connessione con il posto di lavoro, per mezzo di dispositivi mobili, svolge proprie attività come vuole, quando vuole è dove vuole. Un esempio lo troviamo in uno dei grandi colossi, come Amazon. Con le sue 4 piattaforme, tecnologia, logistica, telefonia e stoccaggio, ha l’ambizione di sostituire il sistema commerciale tradizionale. Questo è il futuro e bisogna che ne prendiamo coscienza, per essere pronti a gestire e tutelare le nuove forme di lavoro e di welfare".

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