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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Immatricolazioni a Medicina senza test d'ingresso: arriva un altro sì del Tar

I Giudici, accogliendo con sentenza breve le tesi della ricorrente,  hanno ritenuto non necessario il superamento dei test d’ingresso per gli studenti che hanno un pregresso percorso universitario nello stesso settore sanitario

Immatricolazioni a Medicina senza test d'ingresso: arriva l’ennesimo sì del Tar per gli iscritti ad altri corsi di laurea. È, infatti, possibile immatricolarsi in Medicina e Odontoiatria senza aver superato il test d’ingresso se si proviene da altri corsi di laurea dell’area sanitaria. Questa volta è il Tar Catania ad aprire un’ulteriore breccia sul numero chiuso e sulle iscrizioni a Medicina e Odontoiatria senza superare il fantomatico test d’ingresso, accogliendo la tesi dei legali dello studio Leone – Fell & Associati già avallata, qualche settimana fa, dal Tar del Lazio.
 
La vicenda – come raccontano gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell – inizia con il ricorso di una studentessa laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli studi di Perugia che ha aderito alla campagna legale promossa dallo studio per richiedere il passaggio a Medicina. In un primo tempo, attraverso lo staff legale, la ricorrente aveva presentato domanda  d'iscrizione all'ateneo di Messina. Dopo il rigetto dell'istanza, i legali hanno impugnato il provvedimento dinnanzi al Tar Catania. I Giudici, accogliendo con sentenza breve le tesi della ricorrente,  hanno ritenuto non necessario il superamento dei test d’ingresso per gli studenti che hanno un pregresso percorso universitario nello stesso settore sanitario.
 
Già in provvedimenti precedenti, il Tar aveva affermato che “non è obbligatorio sostenere la prova di ammissione la quale è, invece, prevista per coloro che intendono immatricolarsi al primo anno, dato che tale prova è necessaria al fine di verificare l’attitudine degli aspiranti al relativo ciclo di studi”.
 
Scrivono i Giudici: "Il trasferimento interviene, non più sulla base di un requisito pregresso di ammissione agli studi universitari ormai del tutto irrilevante perché superato dal percorso formativo-didattico già seguito in ambito universitario, ma esclusivamente sulla base della valutazione dei crediti formativi affidata alla autonomia universitaria, in conformità con i rispettivi ordinamenti, sulla base del principio di autonomia didattica di ciascun ateneo”.
 
Questo è un principio che, precedentemente affermato per gli studenti stranieri, finalmente potrà essere applicato ai trasferimenti tra Università italiane diverse, ma appartenenti al medesimo settore scientifico. I Giudici, infatti, hanno condannano l’atteggiamento dell’Ateneo messinese che ha respinto l’istanza di immatricolazione presentata dai legali sulla base dell’obbligatorietà del “previo superamento di apposito test di ammissione”.
 
Per queste ragioni il Tar Catania ha annullato il provvedimento di rigetto dell’Università di Messina obbligandola a rivalutare la domanda di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia. La campagna legale promossa dallo studio legale Leone-Fell & Associati è iniziata già da tempo e ha acquisito ancora più solidità quando, lo scorso ottobre, a ridosso delle immatricolazioni, i legali avevano fatto una scoperta straordinaria: in tutte le università italiane erano rimasti vacanti, perché non assegnati, ben 7mila posti che erano dunque disponibili per anni successivi al primo.

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