Via libera ai test su mascherine chirurgiche per l’Anti-Covid Lab d'etneo

Il laboratorio comincerà a verificare l’interesse di quelle aziende che hanno già avuto un riscontro positivo dalle prime prove

Via libera da parte dell’Istituto Superiore di Sanità per l’attrezzatura e la metodologia dei test messi a punto dall’Anti-Covid Lab per la valutazione dell’Effetto Batterio Filtrante (bfe) di mascherine chirurgiche ad uso medico in accordo con la norma Uni14683. Il laboratorio per la verifica delle qualità funzionali di tessuti destinati alla realizzazione di mascherine e altri dpi per la prevenzione del contagio nell’emergenza Covid-19, promosso dall’Università di Catania e dai Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto di Fisica Nucleare, effettua tutte e tre le prove necessarie (bfe, pressione differenziale, sterilità) per la certificazione di mascherine chirurgiche ad uso medico “tipo I" e “Tipo II”.

Grazie all’approvazione dell'Istituto superiore di Sanità, la struttura che ha sede presso il centro servizi Brit dell’Università (Bio-nanotech Research and Innovation Tower), sarà adesso in grado di rilasciare alle aziende che dovesse richiederlo, sottoscrivendo apposita convenzione, la relazione tecnica necessaria per la certificazione a norma UNI14638 (mascherine chirurgiche ad uso medico) da parte dell'Istituto.

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“Ad oggi, in due settimane circa – spiega il professor Salvatore Baglio, delegato del rettore alla Ricerca - abbiamo analizzato quasi duecento campioni di mascherine e tessuti ricevuti da aziende di tutte le dimensioni e sparse sul tutto il territorio nazionale, selezionando i materiali più promettenti e dando riscontro alle aziende che potranno decidere se proseguire il percorso di certificazione per uso medico o procedere verso la commercializzazione in autocertificazione per uso civile. Abbiamo ancora numerose richieste che cercheremo di evadere rapidamente, con i tempi consentiti dalle nostre risorse ed in funzione delle diverse priorità”. Il laboratorio comincerà quindi a verificare l’interesse di quelle aziende che hanno già avuto un riscontro positivo dalle prime prove di bfe ed è pronto a ricevere le richieste da parte di altre aziende interessate, ma – sottolinea il professor Baglio – l’attività di servizio al territorio già messa in atto in queste settimane e consistente nella valutazione qualitativa, a titolo gratuito, delle proprietà batterio filtranti (bfe), continuerà anche in questa seconda fase, per offrire ancora un servizio riteniamo utile ed importante sia nei confronti del tessuto produttivo locale e nazionale sia nei confronti della società in generale".

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