La senatrice Tiziana Drago lascia il M5S: "Le mie battaglie non ascoltate"

Passerà al gruppo misto Popolo Protagonista-Alternativa Popolare, seguendo le orme di altri suoi colleghi ex-pentastellati

La senatrice Tiziana Drago, eletta con il Movimento Cinque Stelle, annuncia il suo addio al gruppo pentastellato, che sarà formalizzato oggi pomeriggio al Senato con un intervento di fine seduta. Passerà al gruppo misto Popolo Protagonista-Alternativa Popolare, seguendo le orme di altri suoi colleghi ex-pentastellati. “Sin dal primo giorno ho lavorato per ripagare la fiducia degli oltre 120mila elettori che mi hanno scelta nel collegio di Acireale. E il Movimento Cinque Stelle mi ha scelta per la mia essenza, per il mio impegno civile nell'Associazione Nazionale Famiglie Numerose (ANFN), nel Forum delle associazioni familiari e per la mia attenzione rivolta al mondo dell'istruzione e del sociale”. “Attenzione – prosegue Drago – che purtroppo è stata tradita rispetto alle tante proposte avanzate. Parlo ad esempio del grande piano legislativo che ho proposto contro l'inverno demografico che vive il nostro Paese. Un piano basato sul riordino dei cicli scolastici, sulla scuola, sulla modifica dei parametri Isee con sette ministeri coinvolti e una visione ad ampio raggio”. 

“Eppure, nonostante questo grande impegno, nel Movimento ha fatto rumore solamente la mia partecipazione al Forum per la Famiglia di Verona. Partecipazione contestata come reato di lesa maestà, mentre venne ignorata la mia presenza a L’Aquila Film Festival, il giorno prima, dove venni invitata a partecipare ad una tavola rotonda, con esponenti di vari schieramenti, organizzata dal mondo lgbt e famiglie arcobaleno, per parlare di vari temi, come unioni civili, coppie di fatto,single, adozioni. Sono per il dialogo e l'ascolto”. “Purtroppo, al di là degli impegni traditi sulla famiglia, vi sono state pochissime attenzioni per i docenti vincitori di concorso ed esiliati al Nord, senza aver dato loro la possibilità di poter rientrare nelle città di residenza. Ma anche le tante battaglie per la mia amata isola sono cadute in un cantuccio: poche risposte sull'emergenza sisma, nessun grande piano per le infrastrutture, il tema della sperequazione fiscale mai affrontato, l'istituzione delle zone franche montane in standby”. Poi la senatrice ha concluso: “Per tutti questi motivi provo dispiacere nei confronti degli elettori, dei siciliani, degli italiani. Ma la battaglia continuerà: c'è ancora molto da fare e molti cittadini attendono, giustamente, risposte dai palazzi della politica. Auguro buona prosecuzione ai colleghi M5s e, come ebbe a dire Moro, “la persona prima di tutto” e ci saranno altri modi e altre forme per essere al servizio della mia terra".

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