Torna in carcere Salvatore Fiore: era ai domiciliari per rischio Covid-19

Il presunto boss di San Giovanni Galermo, legato ai Santapaola, era stato scarcerato dal magistrato di sorveglianza sulla base delle condizioni di salute, considerate incompatibili con l'emergenza coronavirus

Salvatore Fiore torna in carcere. "Turi Ciuri", ritenuto esponente ritenuto esponente del gruppo criminale santapaoliano di San Giovanni Galermo, era stato scarcerato e trasferito ai domiciliari lo scorso 21 aprile in considerazione del rischio contagio da Covid-19 associato alle sue condizioni di salute. Stamattina è stato raggiunto presso la propria abitazione dagli agenti della squadra "Catturandi" e trasferito nel carcere di Bicocca. La polizia ha eseguito l'arresto in ottemperanza all’ordine di esecuzione emesso il 28 maggio 2020 dalla Procura Generale della Repubblica di Catania. Salvatore Fiore, del 1967, deve espiare una pena di 5 anni, 9 mesi e 18 giorni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni. Il presunto boss di San Giovanni Galermo era detenuto presso il carcere di massima sicurezza di Lanciano, ed era stato scarcerato con provvedimento del magistrato di sorveglianza di Pescara, che aveva concesso la detenzione domiciliare, in considerazione delle pregresse patologie non compatibili dallo stesso con il regime carcerario a seguito dell’emergenza COVID-19.

Fiore sta inoltre scontando un residuo pena per estorsione e per una rapina risalente alla fine degli anni 90. Dalle ultime indagini in cui è rimasto coinvolto, "Turi Ciuri" è indicato come un esponente di rilievo del gruppo di Cosa Nostra di San Giovanni Galermo. Per un periodo, sarebbe stato il capo degli affari illeciti della roccaforte criminale all’interno della famiglia Santapaola-Ercolano e sarebbe rimasto, comunque, uno dei punti di riferimento per il clan mafioso. L’excursus criminale di Fiore comprende diverse sentenze di condanna per reati ostativi, commessi fino al 2014, tra cui rapina, rapina aggravata in concorso, armi, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione in concorso aggravata e, sono in corso nei confronti dello stesso, ancora due procedimenti per associazione mafiosa ed estorsione, entrambi definiti con sentenza di condanna in primo grado a 20 anni di reclusione per uno e a 5 per l’altro.

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