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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Ognina / Via Acireale

Costruzione della Torre Zefiro: l'associazione Borgo Marinaro di Ognina sporge denuncia contro il Comune

L'esposto è stato presentato ai carabinieri contro il direttore dell'ufficio urbanistica e il Sindaco e riguarda la presunta illegittimità del permesso di costruire rilasciato per l'immobile che sorgerà in via Acireale. Diletta Leotta, la nota show girl, aveva annunciato di aver acquistato un appartamento proprio nella struttura in costruzione

Un progetto avveneristico tanto da divenire la realizzazione del sogno di Diletta Leotta, il volto catanese di Dazn, che in un post sui social aveva annunciato l'acquisto di un appartamento nell'esclusivo edificio Zefiro A, nel cuore di Ognina. Progetto che, però, è finito in una denuncia sporta ai carabinieri da parte dell'associazione Borgo Marinaro di Ognina che contesta la legittimità del permesso di costruire rilasciato per la struttura che dovrà sorgere in via Acireale. Una struttura che si prospetta avveneristica e che si eleverà in verticale per una cinquantina di metri nell’area in cui sono state già demolite vecchie case in condizioni di degrado e che avrà 13 piani, oltre un parcheggio interrato.

La denuncia 

Il 10 novembre l'associazione Borgo Marinaro di Ognina - attiva e costituita dal 2010 - ha presentato una denuncia ai carabinieri dopo aver inoltrato una nota al Sindaco nel mese di agosto. Nel documento dell'associazione vengono denunciati il direttore dell'Urbanistica Bisignani e il sindaco Pogliese e si contesta la presunta illegittimità del permesso di costruire. 

"Il permesso di costuire - scrive l'associazione - riguarda un edificio di proprietà privata. Tuttavia poiché il vigente Prg prevede che l'area su cui esso dovrebbe sorgere è destinata ad opere di interesse collettivo, nella fattispecie sede stradale e verde pubblico, vogliamo fare diverse considerazioni di merito". Considerazioni che sono le medesime della interpellanza del M5S presentata qualche mese addietro e la risposta del Comune poco ha soddisfatto l'associazione che prosegue: "Il problema posto è di assoluta rilevanza sociale, trattandosi di aree destinate ad attrezzature di interesse pubblico il cui eventuale cambiamento di destinazione d'uso influirebbe sulla programmazione e gestione urbanistica dell'intero territorio comunale",

L'interpellanza del Movimento Cinque Stelle

Già nel maggio di quest'anno la torre di Ognina, della Zefiro Holding, era stata chiamata in causa dal Movimento Cinque Stelle che aveva presentato una interpellenza, a prima firma di Graziano Bonaccorsi, sul provvedimento - il numero 211 del 22 dicembre 2020 - che aveva rilasciato il permesso a costruire. Nello specifico il Comune ha autorizzato la demolizione di alcuni vecchi edifici della particella sita in via Acireale e la successiva ricostruzione di un unico edificio, con una volumetria pari alla somma delle volumetrie preesistenti incrementata dalle premialità della legge, il cosiddetto Piano Caso. 

I consiglieri ritenevano dunque questo permesso - a loro dire - illegittimo e hanno evidenziato che l'edificio di futura costruzione avrebbe occupato una area destinata dal piano regolatore a verde pubblico (così come ribadito dall'associazione) e su un'area gravata da vincolo di inedificabilità, poiché vi è la sede stradale. All'atto pentastellato aveva risposto l'assessore al ramo Enrico Trantino dicendo che le "osservazioni poste non fanno rilevare elementi d illegittimità". Anche lo studio di progettazione della torre Zefiro, Base 51 Architettura, era intervenuto per chiarire la sua posizione in merito ai rilievi: "Sull’area oggetto di intervento non insiste alcun vincolo paesaggistico. È sulla scorta del vigente quadro normativo, in parte sopra richiamato, che questo intervento è stato da noi sviluppato - ha spiegato il progettista - come del resto tutti quelli da noi curati. Pertanto, ogni espressione di presunta illegittimità del procedimento amministrativo in questione, in qualunque modo e forma e con qualunque mezzo manifestata, rappresenta un’affermazione grave e lesiva della rispettabilità, dell’onorabilità e del prestigio professionale dei professionisti in questione".

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