Traffico di droga tra Misterbianco, Belpasso e Reggio Calabria: otto arresti

La cocaina veniva designata con un linguaggio cifrato ispirato all'ippicca: i chili erano cavalli, e la qualità della droga corrispondeva a caratteristiche equine come duro di bocca, buono per passeggiare, duro nelle redini, vincente

Otto persone sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Catania con l'accusa di far parte di un'organizzazione criminale che trafficava cocaina nel territorio di Misterbianco e Belpasso, riconducibile ai famigliari di Mario Nicotra detto "Mario u Tuppo", ucciso nel 1989 durante una faida con il clan di Giuseppe Pulvirenti "u Malpassotu".

Il gruppo spacciava droga di cui, secondo quanto emerso dalle indagini, si riforniva grazie a corrieri calabresi che trasportavano ogni mese due chili di stupefacenti.

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L'esecuzione del provvedimento restrittivo emesso dal Gip su richiesta della Dda ha impegnato un centinaio di militari. Dopo la cruenta guerra contro il clan Pulvirenti, i numerosi pentimenti e i mutati assetti organizzativi di Cosa Nostra etnea, i componenti della famiglia Nicotra avevano fatto rientro a Misterbianco, dove avevano ripreso il controllo delle attività illecite, tra le quali il traffico di droga.

A capo della gang c'era Gaetano Nicotra, tornato in paese nel dicembre 2010 dopo un lungo periodo detentivo a Ravenna. I suoi collaboratori piu' stretti erano i nipoti Antonio e Gaetano, mentre un ruolo operativo avevano Giuseppe Avellino, Antonino Rivilli, Daniele Musarra, titolare di una rivendita di auto usate a Belpasso, Giovanni Sapuppo e Daniele Di Stefano.

Avevano fissato il loro quartier generale nel bar "Roma". Nelle vicinanze del locale, cui gli indagati si riferiscono nelle intercettazioni come "l'ufficio", gli investigatori hanno piazzato una telecamera nascosta per filmare le attività del gruppo criminale. I Nicotra erano in contatto con la famiglia calabrese dei Bevilacqua di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) per la fornitura di stupefacenti. La cocaina veniva designata con un linguaggio cifrato ispirato all'ippicca: i chili erano cavalli, e la qualità della droga corrispondeva a caratteristiche equine come duro di bocca, buono per passeggiare, duro nelle redini, vincente.

Nel corso delle indagini, il 14 giugno 2011 quattro corrieri calabresi erano stati intercettati su due auto appena sbarcate a Messina con due chili di cocaina. Gli arrestati sono stati ristretti nelle case circondariali di Piazza Lanza e Bicocca. Sequestrati, nel corso di perquisizioni domiciliari, documenti utili alle indagini e 8.000 euro in contante.

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