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Traffico di stupefacenti nella costa abruzzese, carabinieri di Catania in azione

Vasta operazione condotta dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente in collaborazione con i Comandi Provinciali, compreso quello di Catania. Le altre città coinvolte: L'Aquila, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti, Pescara. I militari stanno ancora eseguendo numerose misure cautelari

Vasta operazione condotta dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente in collaborazione con i Comandi Provinciali, compreso quello di Catania. Le altre città coinvolte: L'Aquila, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti, Pescara. L'indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di L'Aquila - Direzione Distrettuale Antimafia - volta a disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti nelle principali città ed aree della costa abruzzese, in contesti "vip". In particolare i militari stanno ancora eseguendo numerose misure cautelari in carcere e agli arresti domiciliari, perquisizioni e sequestri. 

Le attività, iniziate nel 2013 e sviluppate particolarmente nel 2014, hanno permesso di delineare l'operatività di un'organizzazione criminale che poteva sfruttare magazzini per lo stoccaggio dello stupefacente, veicoli di lusso per il loro trasporto (tra cui un Range Rover, una Porsche ed una moto Harley Davidson) ed autovetture di moda (Smart e Mini), quali vere e proprie "basi mobili", da poter parcheggiare e confondere facilmente tra i mezzi della movida adriatica.

Con tale stratagemma, l'organizzazione poteva contare su un modus operandi efficace e che destasse poco sospetto: le autovetture venivano infatti parcheggiate lasciando a bordo lo stupefacente e, successivamente, gli "addetti alla vendita" provvedevano a spostarle in base alle direttive ricevute per effettuare le consegne ai clienti, spesso in aree di parcheggio prossime a stabilimenti balneari e locali notturni. Cio' che ha destato particolare sorpresa è la peculiarità dello stupefacente trattato: è stata accertata l'esistenza infatti sia di marijuana coltivata con tecniche non convenzionali, nonche' di hashish dal principio attivo anche 10 volte superiore allo standard di "piazza" abituale e, pertanto, altamente tossico.

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