Trafile burocratiche troppo lunghe per avere lo stallo riservato per i disabili

L'iter burocratico oggi prevede che l'utente, con la specifica documentazione rilasciata dall'asl, si presenta prima presso il comando della polizia municipale per richiedere il cartellino arancione e, successivamente, una volta avuto il pass, deve andare all'ufficio traffico urbano per presentare l'istanza necessaria

Tempi burocratici lunghissimi e disagi a non finire per alcune categorie di cittadini svantaggiati. E' la denuncia del consigliere comunale Giuseppe Catalano che chiede all’amministrazione di ridurre al minimo indispensabile l’iter necessario affinchè un portatore di handicap ottenga uno stallo stradale.

"In una città civile come la nostra non si può tollerare una simile situazione - dichiara Catalano - Un problema segnalatomi da decine di cittadini arrabbiati per le lunghe attese necessarie ad ottenere finalmente il tanto sospirato posteggio riservato. Rendere più difficoltosa la quotidianità a persone che devono già fare i conti con un territorio che presenta già tante barriere architettoniche vuol dire relegarli in una condizione di catanesi di serie B che non è più tollerabile".

L’iter burocratico oggi prevede che l’utente, con la specifica documentazione rilasciata dall’asl, si presenta prima presso il comando della polizia municipale per richiedere il cartellino arancione e, successivamente, una volta avuto il pass, deve andare all’ufficio traffico urbano per presentare l’istanza necessaria. Da qui l’impiegato verifica la fattibilità della richiesta, la pratica poi passa alla Sostare che deve realizzare la segnaletica verticale mentre alla Multiservizi spetta il compito di quella orizzontale. Il risultato inevitabile è che per ogni cittadino passano mesi, per non dire un anno, e nel frattempo il portatore di handicap è costretto a parcheggiare la propria auto nello stallo disponibile più vicino a casa. Parcheggio che, in alcuni casi, è distante decine di metri con tutti i disagi facilmente immaginabili. Non solo, a questo bisogna aggiungere la carenza di informazioni sulle possibili verifiche che si devono compiere, in caso di morte, nei confronti di colui che utilizza pass e box per disabili. "I parenti dell’eventuale estinto restituiscono tutto al comune? Domande contenute nell’interrogazione che ho presentato agli organi competenti e da cui mi aspetto una risposta in tempi brevissimi", conclude Catalano.

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