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Trasferito ma indagine archiviata, poliziotto chiede di tornare a Catania

Trasferito nel novembre dello scorso anno dalla questura di Catania a quella di Cagliari "per questioni ambientali" su presunti contatti con un pregiudicato, un sovrintendente della Polizia di Stato, si è rivolto con una lettera al ministro dell'Interno Matteo Salvini

Trasferito nel novembre dello scorso anno dalla questura di Catania a quella di Cagliari "per questioni ambientali" dopo un procedimento penale, poi archiviato dalla magistratura, su presunti contatti con un pregiudicato, un sovrintendente della Polizia di Stato, Pasquale Mario Gambacorta, di 54 anni, nato a Catania, rappresentato dall'avv. Giuseppe Lipera, si è rivolto con una lettera al ministro dell'Interno Matteo Salvini ed al Capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli per chiedere una revoca del decreto di trasferimento.

Lipera chiede che la posizione del Sovrintendente "sia nuovamente valutata" e che il provvedimento di trasferimento "venga revocato in quanto nessuna ragione di natura ambientale è emersa nei confronti del poliziotto". Il legale afferma che Gambacorta è stato "trattato dalle Istituzioni come colui che avrebbe tradito lo Stato" e ritiene "inammissibile che per un episodio risalente nel tempo datato 2010, peraltro assolutamente infondato, Gambacorta, nella Polizia di Stato da oltre 31 anni e con all'attivo numerosi riconoscimenti, "debba espiare una pena tanto dannosa quanto per lui dolorosa e disonorevole". Lipera sottolinea gli "enormi disagi" che il trasferimento ha comportato al suo assistito, "catapultato in una realtà assolutamente diversa, lontano dalla propria famiglia d'origine e con conseguenze di natura economica assolutamente non indifferenti". "Sfidiamo tutti i Servitori dello Stato - scrive Lipera nella lettera - a non avere avuto mai durante la loro carriera contatti con pregiudicati per ragioni di servizio e per meglio servire il cittadino".

"Il caso del Sovrintendente Gambacorta è veramente emblematico e spiace profondamente che le Istituzioni, anziché tutelare il proprio valoroso e premiato dipendente, abbiano trattato un proprio appartenente alla stregua quasi di un vero e proprio criminale. "Lo Stato - conclude il legale - deve essere solo grato e onorato di avere un Servitore dello Stato come Gambacorta, altrimenti non si comprenderebbe come quest'ultimo sia stato premiato per le operazioni di Polizia condotte a termine con risultati veramente eccellenti".
 

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