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Trasporto ferroviario, Messina-Catania: in ritardo oltre la metà dei treni

Dopo la Metro e i bus, ecco il trasporto "su binari". Il comitato pendolari traccia un bilancio in negativo dell'attività di Trenitalia nella Sicilia Orientale. Nelle piccole stazioni bagni chiusi perché "troppo costosi"

Sono 32.421 i minuti di ritardo accumulati sulla tratta Messina-Catania-Siracusa dalle vetture di Trenitalia da gennaio a giugno 2013. Più di 540 ore sottratte ai passeggeri, già penalizzati dalla chiusura di quasi tutte le stazioni minori. In molte delle quali non sarà più possibile neanche andare in bagno perché "tale impegno –recita un apposito pannello informativo affisso nei centri interessati- presuppone un presidio costante il cui rilevante onere può giustificarsi solo in caso di frequentazioni assai più elevate di quelle che si registrano quotidianamente". E’ quanto emerge dal monitoraggio semestrale del Comitato Pendolari presieduto da Giosuè Malaponti, che lascia intendere una previsione negativa anche per i prossimi mesi.

"I ritardi sono dovuti a problemi infrastrutturali (abbassamenti di tensione, incidenti, guasti alla linea) – spiega Malaponti - o alle condizioni del materiale rotabile di Trenitalia. Spesso si viaggia su vetture obsolete e se c’è un guasto ad un portellone l’autista non si prende la responsabilità di proseguire la corsa. La Regione Sicilia ha sopperito in parte a questi inconvenienti con il co-finanziamento per l’acquisto dei 40 treni “minuetto”, avvenuto nel 2004. Mezzi nuovi e sicuri costati agli isolani 46 milioni di euro: in cambio il piano di ammortamento prevedeva una restituzione della somma in servizi all’utenza: 209mila km in più entro il 2027. Il problema è che negli ultimi tempi i collegamenti sono stati notevolmente ridotti, con tagli alle tratte meno redditizie. Fino ad oggi non siamo riusciti ad avere spiegazioni".

Nel semestre gennaio-giugno 2013 sulla tratta Messina-Catania-Siracusa sono stati soppressi 9112 km/treno. Su un totale di 6.538 treni monitorati, 3.482 sono i treni arrivati in ritardo pari al 53,26%. I convogli in anticipo sono stati 2.200 (33,65%), 746 (11,41%) sono i treni in orario e 110 sono stati i treni soppressi, per una percentuale dell’1,68%. Per quanto riguarda la stazione di Catania, le criticità maggiori riguardano la pulizia del terzo e quarto binario, in condizioni decisamente peggiori rispetto ai primi due, la mancanza di fontanelle funzionanti e la scarsa sicurezza durante le ore notturne.

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