Trecastagni, l'atto di scioglimento del prefetto: 60 giorni di sospensione

Il documento del prefetto di Catania, Silvana Riccio, certifica i motivi di urgenza per lo scioglimento dell'amministrazione comunale, stabilisce il periodo di sospensione delle attività e nomina i commissari

I vice prefetto Tania Giallongo e Giuseppe Sindona, e il dirigente Salvatore Mallemi: sono loro i tre commissari nominati dalla prefettura per la "provvisoria amministrazione del Comune di Trecastagni". A stabilirlo, in un documento vergato in data 8 maggio, è il prefetto di Catania Silvana Riccio. Nel testo si chiarisce inoltre che ai commissari sono "attribuiti i poteri spettanti al Consiglio comunale, alla Giunta ed al Sindaco". "Il Segretario comunale di Trecastagni - inoltre - è incaricato della notifica ed esecuzione del presente provvedimento agli Organi del Comune".

L'atto è giunto immediatamente sul tavolo degli amministratori locali in attesa del decreto del Presidente della Repubblica, perché il prefetto ha valutato "l'opportunità di provvedere a sospendere gli organi dell'Amministrazione comunale di Trecastagni dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, fino alla notifica del predetto decreto, al fine di rimuovere tempestivamente le forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata e prevenire ogni ulteriore possibilità di condizionamento". Il tutto perché secondo il responsabile del governo nazionale, "ricorrono i motivi di urgente necessità di cui all'art.143. comma 12 del Testo unico degli Enti Locali". 

In tal modo, si legge inoltre, "gli organi elettivi del Comune di Trecastagni sono sospesi per sessanta giorni, nelle more del perfezionamento del provvedimento di scioglimento da parte del Presidente della Repubblica".

I fuochi sospesi 

L'altroieri sera, come spiegano i bene informati, un funzionario della Questura ha notificato l'atto ai consiglieri ed al Sindaco Giovanni Barbagallo, ed i commissari della prefettura sono arrivati ieri mattina in paese. Giunti alle pendici dell'Etna, i funzionari del governo hanno imposto lo stop per i festeggiamenti di ieri per la ricorrenza dei santi martiri copratroni di Trecastagni. Bloccando i tradizionali fuochi previsti per questa sera. Decisa inoltre la cancellazione dei lavori del Consiglio comunale che, questa sera, avrebbe dovuto approvare il bilancio dell'ente.

Il blocco dei fuochi è un provvedimento che, chi conosce bene la storia del paese montano, non è mai avvenuto prima d'ora, neanche in tempo di guerra. Una situazione che genera preoccupazione anche da un punto di vista dell'ordine pubblico, visto che quella di Alfio, Cirino e Filadelfo è la terza festività religiosa per partecipazione a livello regionale dopo quella di Agata, a Catania, e di Rosalia, a Palermo. E, vista l'accellerazione voluta dal governo nazionale, c'è chi teme anche per il momento clou della manifestazione, l'uscita dei tre santi, prevista per questa sera. 

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L'indagine della prefettura e lo scioglimento

Dopo un'indagine della prefettura e la decisione del Consiglio dei Ministri, giorno 8 maggio pomeriggio il Consiglio comunale di Trecastagni è stato sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata. Ad aver spinto il governo nazionale nella scelta, come spiega il candidato sindaco Pippo Messina e, indirettamente, anche il sindaco Giovanni Barbagallo, è l'inchiesta Gorgoni. Un'indagine della Procura della Repubblica di Catania che ha portato alla luce il ruolo di due dipendenti comunali nell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti alla ditta di Vincenzo Guglielmino, considerato dai magistrati imprenditore uomo di fiducia del clan mafioso dei Cappello. 

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