Trecastagni, fermati i presunti rapinatori della gioielleria di Camporotondo

Sono ritenuti gli autori di una violenta rapina commessa nella serata del 19 febbraio scorso quando intorno alle 20.00 tre malfattori hanno fatto irruzione in un gioielleria a San Pietro Clarenza

I carabinieri di Trecastagni hanno sottoposto a Fermo di indiziato due giovani - A.D.S., 23enne, di Mascalucia e L.D.A., 25enne, incensurato, di Trecastagni - ritenuti responsabili di rapina aggravata, lesioni personali e detenzione di arma impropria.

Sono ritenuti, infatti, gli autori di una violenta rapina commessa nella serata del 19 febbraio scorso quando intorno alle 20.00 tre malfattori hanno fatto irruzione in un gioielleria a San Pietro Clarenza e sotto la minaccia di un coltello a serramanico hanno rapinato il proprietario di oggetti d‘oro ed argenteria, per un valore complessivo di circa 1.000,00 euro.

La tecnica utilizzata dai tre delinquenti ha visto l’incensurato (fino ad oggi) fare un  sopralluogo il giorno precedente per l’acquisto di una fedina. Nell’intrattenere il titolare, il rapinatore ha verificato la posizione della cassaforte e dei pulsanti di sblocco della bussola d’ingresso del negozio, senza però accorgersi di una telecamera posta all’entrata dell’esercizio.

Il giorno dopo, verso l’orario di chiusura, si è presentato alla porta solo, a volto scoperto, e dopo aver parlato dell’anello desiderato ha aggredito l’esercente costringendolo con violenza a consentire l’accesso ai due complici che si sono presentati alla porta pochi istanti dopo, travisati con berretti e sciarpe.

Il titolare ha però coraggiosamente resistito all’aggressione rifiutandosi di aprire la cassaforte ed i tre criminali alla fine hanno lasciato il negozio con un magro bottino. L’Autorità Giudiziaria dopo aver vagliato gli elementi raccolti a carico dei tre presunti delinquenti ha convalidato il fermo sabato scorso e ha deciso di rinchiudere tutti e tre, incensurato compreso, nel carcere di Piazza Lanza. Sono tuttora all’esame degli inquirenti le prove raccolte sul conto dei tre al fine di verificare il loro eventuale coinvolgimento in altri, simili reati.

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