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Fermato l'uomo che minacciava di lanciarsi dal primo piano del Tribunale

Ha urlato frasi dettate dalla disperazione: "Magistratura lenta, ingiusta". Si è messo sul cordolo esterno di una ringhiera e ha detto di volersi lanciare nel vuoto

Un uomo di 35 anni ha minacciato di lanciarsi dal primo piano dell'area interna del Palazzo di giustizia di Catania, dove si trovano le aule di Corte d'Appello, perchè recentemente avrebbe perso il lavoro a seguito di una sentenza per bancarotta fraudolenta.

Urlava frasi dettate dalla disperazione: "Magistratura lenta, ingiusta". I vigili del fuoco, tempestivamente intervenuti, hanno atteso un telo gonfiabile da Messina per proteggere la caduta dell'uomo. Arrivati in Tribunale anche i legali del 35enne, gli avvocati Giuseppe Cannavò e Vincenzo Pelleriti. Intorno alle 11.30 è stato fatto scendere.

Le urla dell'uomo all'interno del Tribunale

L'arrivo dei vigili del fuoco e dell'ambulanza

Intorno alle ore 9 di questa mattina, l'uomo dal cordolo esterno di una ringhiera aveva detto di volersi lanciare nel vuoto. La zona sottostante, il grande corridoio centrale sul quale si affacciano gli ingressi delle aule giudiziari, è stata delimitata. Nel palazzo di giustizia è stato inibito l'ingresso ai giornalisti. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia, vigili del fuoco e personale del 118. Il 35enne chiedeva di parlare con il Procuratore.

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