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Truffa e assicurazioni, arrestati due vigili urbani e sospesi due avvocati

Una guardia giurata e un ispettore della polizia municipale arrestati, un altro sottufficiale dei vigili urbani ai domiciliari e due avvocati sospesi dalla professione per due mesi. E' il bilancio di un'operazione della polizia stradale di Catania

Una guardia giurata e un ispettore della polizia municipale arrestati, un altro sottufficiale dei vigili urbani ai domiciliari e due avvocati sospesi dalla professione per due mesi. E' il bilancio di un'operazione della polizia stradale di Catania contro presunte truffe alle assicurazioni con falsi incidenti stradali. Nell'inchiesta della Procura etnea sono indagate, a vario titolo, altre 53 persone per truffa e falsita' ideologica. I rimborsi al centro delle indagini sono 20.

Gli arrestati sono la guardia giurata Giuseppe Santo Privitera, di 49 anni, in servizio al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi, e l'ispettore della polizia municipale di Catania, Salvatore Saeli, di 55 anni. Agli arresti domiciliari è stato sottoposto un altro ispettore dei vigili urbani, Attilio Mazzara, di 53 anni. I due avvocati sospesi dalla professione per due mesi, in applicazione di un provvedimento del Gip, sono Girolamo Graziano Miraldi e Rosario Mauro Privitera, del foro di Catania.

I provvedimenti cautelari sono del Gip Laura Benanti, emessi su richiesta dei sostituti procuratori di Catania, Angelo Busacca e Angelo Brugaletta.

I cinque sono indagati per truffa a compagnie assicurative e falsità ideologica in atti pubblici. Indagini del compartimento della polizia stradale della Sicilia orientale sono state avviate dopo una segnalazione inviata alla Procura di Catania dal comando dei vigili urbani che segnalava "anomalie sulla condotta dei due ispettori in alcuni incidenti stradali da loro rilevati". Nel fascicolo sono confluite intercettazioni telefoniche, tabulati telefonici e i risultati di appostamenti e pedinamenti.

Al centro dell'inchiesta ci sono 20 incidenti, 18 dei quali rilevati dai due ispettori tra l'aprile e l'ottobre del 2011. Dalle indagini della polizia stradale sarebbe emerso che: gli incidenti erano tutti con feriti, che non avevano però chiesto la presenza di ambulanza; tutti i referti, tranne due, sono stati stilati nel pronto soccorso dello stesso ospedale; nei rapporti non c'erano rilevi planimetri completi; tutti i sinistri e le richieste di risarcimento erano trattate sempre dai due stessi legali. In alcuni casi i feriti si sarebbero presentati in ospedale in un orario antecedente all'incidente stradale.

Secondo la polizia stradale, "il principale componente dell'organizzazione era la guardia giurata Privitera" che, sostiene l'accusa, "entrava in contatto con le persone che si recavano in ospedale per lesioni subite" e poi "manteneva i contatti con i legali per le pratiche di risarcimento".

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