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Aveva truffato i suoi clienti: notaio Ciancico chiede patteggiamento della pena

E' accusato di avere stipulato atti, facendosi consegnare le somme per le imposte dovute (registro, ipotecarie e catastali) e di aver inviato all'Agenzia delle Entrate non il documento originale, ma uno falso

Il notaio catanese Vincenzo Ciancico, finito un anno fa agli arresti domiciliari per falso in atto pubblico, peculato e truffa aggravata in un'indagine della Guardia di finanza, ha chiesto tramite il suo legale, il professore Grasso, di patteggiare la pena.

E' accusato di avere stipulato atti, facendosi consegnare le somme per le imposte dovute (registro, ipotecarie e catastali) e di aver inviato all'Agenzia delle Entrate non il documento originale sottoscritto dai clienti, ma uno falso, da lui stesso predisposto, inserendovi una clausola fittizia con la quale auto-liquidava le imposte secondo un regime fiscale agevolato, nella maggior parte dei casi non spettante ai contraenti.

Stamattina è iniziata l'udienza preliminare dinanzi al Gup Laura Benanti, che ha accolto la costituzione di una decina di parti civili a fronte di una sessantina di parti lese, e tra queste anche il Consiglio notarile. Il difensore ha chiesto poi un rinvio dell'udienza, producendo una perizia secondo cui il notaio Ciancico si troverebbe in una condizione di salute difficile e tale da comportare una diminuita capacita' di intendere e di volere. Il notaio,ha spiegato il professore Grasso, ha gia' avviato le pratiche risarcitorie almeno per quanto riguarda le somme non corrisposte all'erario. Il giudice Benanti si è riservato di citare quale responsabile civile il Fondo di garanzia dei notai, come richiesto da uno dei lagali delle parti civili.

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