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Turismo e commercio in emergenza covid, la Filcams denuncia la pratica dei "contratti pirata"

Il segretario generale Davide Foti: “Nuove cattive pratiche imprenditoriali stanno impoverendo lavoratori e famiglie"

L’emergenza Covid ha messo in ginocchio interi settori catanesi del Terziario, come il turismo, il commercio e i pubblici esercizi, evidenziando ancora di più le differenze sociali ed economiche sia dal punto di vista geografico che lavorativo. Ma il segretario generale della Filcams Cgil di Catania, Davide Foti, segnala che “anche le cattive pratiche imprenditoriali stanno impoverendo lavoratori e famiglie". Tra queste, il passaggio “furbo” ai contratti pirata, che tagliano tredicesime e non solo, sottoscritti da sindacati minoritari e associazioni imprenditoriali, poco rappresentativi delle parti sociali. Per la Filcams si tratta di una pratica che in una città come Catania indebolisce non solo le storiche conquiste dei lavoratori, ma anche il reddito di tante famiglie. E ciò avviene proprio in un momento storico delicato come quello attuale. Per questo la Filcams Cgil attiverà “tavoli” di lavoro speciali con le associazioni datoriali e le istituzioni cercando di mettere un argine a tanta illegalità. In un’analisi redatta dal sindacato del terziario, Foti spiega che “se da un lato sul settore Commercio ha retto la filiera distributiva alimentare, dall'altro lato intere filiere come abbigliamento ed esercizi commerciali di vari generi, stanno vivendo un continuo “purgatorio“ economico e sociale. Le differenze vengono evidenziate anche da pratiche alquanto innaturali e denigratorie messe in campo da piccoli e medi imprenditori, aiutati dai propri specialisti che attraverso il trasferimento dai contratti nazionali maggiormente rappresentativi verso “contratti pirata”, annientano diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori; a farne le spese sono il salario e il diritto alla malattia ponendo basi di precariato perenne in questi settori strategici per il sud e per il nostro territorio”. Aggiunge Foti: “In questo ultimo anno ci siamo spesi a tutelare al massimo l'occupazione nel nostro territorio, trasversalmente e in tutti i settori del terziario con accordi che hanno coivolto più di 12 mila lavoratori a cui abbiamo garantito almeno fino a marzo del 2021, un’ occupazione sana. Ci ha permesso anche di capire e mappare le attività nel territorio e purtroppo abbiamo constatato che tantissime attività che vanno dal commercio al turismo, siano infette da cattive pratiche da parte dei gestori/imprenditori. Questi, attraverso l'uso dei Contratti Pirata che eliminano diritti inalienabili come la tredicesima, gli scatti di anzianità, livelli e mansioni, creano dumping sul costo del lavoro che alimenta una concorrenza sleale alle imprese e una diversità economica tra lavoratori nello stesso ambito e settore e addirittura all'interno dello stesso posto di lavoro. Le nostre rivendicazioni di coesione sociale e uguaglianza, vengono ad oggi strumentalizzate ma ancora più di ieri serve ridare dignità al mondo del lavoro e a fare investimenti che permettano l'inserimento e la stabilizzazione nel mercato del lavoro di giovani e donne”.

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