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Uccide il figlio di tre mesi, la Procura:"Ha agito intenzionalmente"

L'audizione di tutti i soggetti intervenuti ha permesso di accertare che la caduta del bambino non era stata accidentale

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato – Commissariato Borgo Ognina – ha eseguito un’ordinanza di applicazione misura cautelare in carcere nei confronti di F.V.S. nata a Catania il 26/10/1992, in ordine al reato di cui agli artt. 575 e 577 c.p. perché, dapprima scuotendolo con veemenza e poi lanciandolo al suolo e sbattendolo più volte, cagionava il decesso del figlio F. L. (di soli tre mesi), con l'aggravante di aver agito contro il discendente.

Il fatto

In data 14/11/2018 il piccolo di soli tre mesi di vita, veniva portato presso il pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro di Catania e poi, da qui, intubato per via oro-tracheale, non sedato, pallido ed ipoteso, presso l'unità di rianimazione pediatrica dell'ospedale Garibaldi Nesima di Catania, dove veniva ricoverato in prognosi riservata per la presenza, tra l'altro, di un imponente ematoma nella regione parietotemporale destra con numerose emorragie sparse su tutto l'ambito retinico.

Nonostante tutte le cure e l'assistenza prestata dai sanitari e attestata dalle certificazioni in atti, lo stesso decedeva il giorno successivo. Nell'immediatezza del ricovero, come si legge anche nel certificato di pronto soccorso, la madre del bambino, odierna indagata, riferiva che lo stesso si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di una spinta datasi da solo. Successivamente, però, attraverso l'audizione di tutti i soggetti intervenuti nell'immediatezza e della stessa F.V. S., alla presenza del difensore di fiducia, si accertava che la caduta del bambino non era stata accidentale bensì che era stata la madre dello stesso a scaraventarlo a terra con forza.

Le dichiarazioni del padre

All’esito anche di consulenza neuropsichiatrica si determinava a richiedere la misura custodiale; richiesta accolta dal GIP in sede che ha ritenuto “integrata una continuità di azione dell'indagata la quale -attesa anche la tenerissima età del figlio - agiva di certo al fine di ucciderlo (dolo intenzionale) e, comunque, si è rappresentata l’evento omicidiario come realizzabile con elevato grado di probabilità o anche con certezza come conseguenza diretta ed immediata della propria azione (dolo diretto). Pertanto, non può in nessun modo ritenersi corrispondente al vero neppure quanto dalla stessa riferito in odine alla assenza di volontà omicida ai danni del neonato”. L’arrestata è stata condotta, per le formalità di rito, presso la Casa Circondariale di Catania, ove verrà interrogata dal Gip a norma dell’articolo 294 cpp.

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