Cronaca Corso Italia / Piazza Giovanni Verga

Aveva sgozzato la moglie nel 2009, in appello ridotta la pena

La Corte d'appello di Catania ha ridotto la pena a Giuseppe Castro l'uomo che la sera del 30 maggio 2009 sgozzò la moglie: Era geloso dei contatti della donna sulle chat line

La Corte d'appello di Catania ha ridotto la pena a Giuseppe Castro l'uomo che la sera del 30 maggio 2009 sgozzò la moglie. La Corte ha parzialmente accolto i motivi di appello del difensore di Giuseppe Castro, 38 anni, l'uxoricida che aveva subito confessato. L'avvocato Gaetano Giunta ha sostenuto che non era sussistente l'aggravante dei futili motivi e la Corte, accogliendo la richiesta ha rideterminato la pena. In primo grado Castro era stato condannato a 30 anni con il rito abbreviato.

Al processo si sono costituiti parte civile la madre della vittima, che viveva con la coppia ed il curatore speciale dei tre figli minorenni. L'omicidio di Maria Pia Castro, 41 anni, figlia di un imprenditore edile catanese, aveva destato grande scalpore. Il marito l'aveva sgozzata con un taglierino mentre lei era seduta al Pc, quindi, aveva infierito sul corpo senza vita. La sua frequentazione di alcune chatline e soprattutto il tempo che la donna trascorreva a conversare con altri uomini, era da qualche tempo motivo di liti continue tra i coniugi.


Inizialmente il figlio maggiore, all'epoca quindicenne, si era assunto la responsabilità dell'omicidio della madre, ma stretto dagli inquirenti aveva poi raccontato la verità, spiegando di avere deciso di essersi autoaccusato per evitare che i fratellini più piccoli rimanessero oltre che senza madre, anche senza padre. Castro era stato arrestato poche ore dopo.

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